Calcio d'inizio del nostro mondiale.
E questa sera la cosa più importante da ricordare non sarà l'insalata di riso per gli amici, la trombetta tricolore, il maxischermo o la maglietta azzurra (tarocca, che ci farà sudare), ma sarà : gridare a squarciagola l'Inno di Mameli. Gridarlo affinché tutti lo sentano, gridarlo affinché tutti lo ricordino. Gridarlo mentre Zaia, uno di quelli che l'Italia così bella unita non gli piace poi tanto, sta cantando Va', pensiero. Gridarlo forte da far ricordare a Claudio Marchisio che "roma ladrona" non fa ridere, gridarlo così forte da riuscire a tornare indietro nel tempo, a ripescare quell'inno che il Signor Goffredo Mameli aveva scritto e che fu cantato così a squarciagola dagli insorti che lottavano per il Risorgimento che divenne un canto di propaganda della lotta che portò all'unione d'Italia. Fu cantato così forte che andò oltre le censure, oltre i bavagli (tornati ora tanto di moda), che gli avevano messo. Fu gridato così forte e da così tanti che addirittura il Re dovette ritirare la sua censura, fu gridato così forte che accompagnò Garibaldi e tutti i suoi Mille a riconquistare il Sud e a creare UNA SOLA ITALIA.
Ecco, questa sera si dovrebbe cantare così forte, fregandocene se poi la melodia non ci sembra sublime e il testo retorico o addirittura maschilista perché non accenna alle imprese delle grandi donne d'Italia e per quel brutto taglio di chioma fatto alla Vittoria, che schiava-di-Roma-Iddio-la-creò-pporo-po-poro-po-po-po (ma si sa, il calcio è roba da maschi, e per questa sera facciamoglielo credere). Gridarlo fregandocene del patriottismo perché se partecipiamo ai mondiali è per giocare con gli atri e non per riportarci a casa la palla perché è la nostra (che la nostra palla italiana è pure tutta rotta).
Gridarlo così forte, stonando pure perché ci divertiamo, sputacchiando ovunque i chicchi dell'insalata di riso, perchè siamo tutti uniti, perché ci ha dato forza quando l'Italia noi italiani dovevamo unirla e ci deve dare forza ora che qualche italiano vorrebbe dividerla. Gridarlo così forte finché arrivi anche al paese più lontano che sta guardando i mondiali e ci si possa scusare anche con loro per la tremenda figura che stiamo facendo con tutti da tanto tempo. Gridarlo così forte da non sentirci più pecoroni, così forte da far svegliare Pertini, così forte da riuscire anche a piangere per quello che ci sta accadendo, così forte da stracciare tutto il bavaglio del Re.

