Sabato sera, serata gggiovane! Mi preparo per il sospirato concerto, mi accorgo che a 33 anni pensi a mettere la maglietta della palestra e la felpa "da casa" così sudore e puzza di fumo non faranno troppi danni, o almeno non li faranno ai miei vestiti preferiti! E poi marsupio, che col mal di schiena la borsa a tracolla non e' indicata, e le scarpe comode mi raccomando! Ma a 17 anni le facevo tutte queste considerazioni??? Oddio la vecchiaia che avanza...
Ma lo spettacolo sta per cominciare, i Negrita hanno fatto sold out al forum, svolta garantita di carriera, e infatti spiccano le telecamere piazzate per riprendere il grande evento, aspettative altissime per la serata chissà che ansia la dietro le quinte! Ovviamente i biglietti si prendono in parterre, che cavolo ai concerti si balla, mica si può stare seduti ... Comodamente... Larghi ... Senza nessuno davanti ... Senza puzza d’ascella intorno... Eh no certo che no, si va in prima linea, gomiti alti, portando con orgoglio il proprio metro e sessanta in mezzo alla folla.
Non conosco bene l'ultimo album della band, che ho coscienziosamente tentato di imparare nelle (poche) ore di jogging in cui mi cimento nel disperato tentativo di fermare la forza di gravita' che si accanisce sul mio sedere, ma non posso dire di essere preparata (e nemmeno sul sedere ottengo grandi risultati a dire il vero). Sai che c'è? Non mi interessa, sono qui per godermi la scarica di ormone adolescenziale che mi da vedere quel figo di Pau saltellare sul palco, per sfogarmi con un po' di rock, ricordare qualche momento romantico (almeno una canzone su cui ricordare un momento romantico si trova sempre), e postare la mia presenza qui su facebook perché tutti lo sappiano. E così ha inizio il concerto (o almeno immagino, visto che come sempre l'uomo più alto e sudato del forum si piazza proprio davanti a me).
Arriva tutto, l'adrenalina, il rock, gli ormoni ballerini (certo arriva anche il fastidio per la puzza di fumo, la voglia di prendere il ragazzino che ti travolge per le orecchie e fargli la paternale ma questa e' un'altra questione), ma arriva anche dell'altro, piano piano e di traverso, arriva il Pensiero. Magari semplice nel linguaggio, poco elucubrata, un po' impacciata, ma arriva forte la voglia di comunicare e partecipare del mondo in modo politico, nel senso più antico del termine. In versi buttati qua e la con apparente noncuranza c'è la fotografia di tutto il momento storico che stiamo vivendo, la paura del futuro per le giovani generazioni, la necessita' di sentirsi leader in prima linea del cambiamento, il bisogno di pensare di potersi affidare a qualcosa di più alto per uscire dalle dinamiche sempre più collassate del mondo che ci circonda. C'è la rabbia, il senso di impotenza e di sfiducia per chi ci governa, la frustrazione e il senso di impotenza di fronte alle imponderabili e crudeli logiche del mercato globale, ma c'è l'entusiasmo della musica e della voglia di “fare rivoluzioneâ€, con gioia, allegria, spensieratezza e condivisione.
Insomma ho 33 anni, sono sposata, il gluteo cede, mi sento con un piede nella fossa, ma continuerò ad andare ai concerti, con il marsupio, la felpa da casa e la mela in tasca per il calo degli zuccheri. Perché è innegabile: ne vale la pena.

