C'è stato il Natale Sul Nilo (2002), il Natale In India (2003), il Natale A Miami (2005), il Natale A New York (2006), e tra pochi giorni ci sarà anche il Natale In Crociera. E prima che Neri Parenti possa sostituire il nostro variopinto immaginario natalizio di qualunque altro angolo del mondo con l'abituale accoppiata Christian de Sica + biondona tutta curve, salviamo preventivamente il salvabile proiettandoci tra gli usi e i costumi di alcuni tra i paesi più ricchi di tradizioni o di curiosità sulle festività prossime venture...
2. GIAPPONE
Essendo una festa originariamente cristiana, in Giappone - dove i cristiani sono una esigua minoranza inferiore all'1% dell'intera popolazione - l'aspetto religioso del Natale è ovviamente marginale, qualora non del tutto inesistente. E' molto sentito, invece, l'aspetto che noi definiamo comunemente "consumistico" e "commerciale", mutuato soprattutto dalla cultura anglosassone.
Per cominciare, non si utilizzano abeti naturali ma soltanto artificiali, addobbandoli con quante più luci e decorazioni possibili.
Più ancora del giorno di Natale in sé, è soprattutto la vigilia ad essere celebrata, ritenendola una sorta di Festa degli Innamorati come il 'nostro' San Valentino: le coppie si scambiano i regali e trascorrono insieme l'intera giornata.
Il 25 dicembre, invece, due sono le tradizioni irrinunciabili: il Daiku, ovvero un concerto in cui viene suonata la Nona Sinfonia di Beethoven eseguito in numerose piazze del paese con l'intervento di cori popolari ispirati al Joyful Joyful degli americani, e la Christmas Cake, un pan di spagna rigorosamente acquistato in pasticceria e decorato con un'immagine di Santa Claus. A pranzo si mangia pollo, dopodiché si organizzano feste e giochi per i bambini nell'arco del pomeriggio.
I festeggiamenti proseguono fino al 4 gennaio (anche in questo caso, non esiste l'Epifania), con l'abitudine di inviare biglietti di auguri a parenti, amici e conoscenti in segno di buon auspicio per il nuovo anno.
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