La sera del 23 febbraio 1986 a Milano, Luca Rossi, uno studente di soli 20 anni, veniva colpito a morte mentre, per caso, si trovava a passare nelle vicinanze di una rissa, da un agente di polizia che, incapace di sedare la lite con la ragione, l'autorità ed i mezzi consentiti dalla legge, faceva arbitrariamente ed illegittimamente uso delle armi, sparando ad altezza uomo.
In ricordo dei valori in cui Luca credeva, il 30 luglio 1992, nasce l'Associazione Luca Rossi per l'educazione alla pace e all'amicizia tra i popoli. Fra le sue diverse finalità , essa ha posto un'attenzione particolare al mondo della scuola e dei giovani, nella convinzione che, proprio con tali interlocutori, sia necessario lavorare per stimolare una cultura di pace fatta di nuovi rapporti interpersonali, di ricerca di soluzioni creative e non violente dei conflitti, di accettazione e valorizzazione delle diversità . È innegabile, infatti, che le tensioni, le ingiustizie, l'emarginazione e la conflittualità che attraversano i continenti, le nazioni, le classi sociali, richiedano un impegno anche culturale e non solo mirato alla equità nella distribuzione e nel consumo delle risorse disponibili.
Per questo 23 Febbraio 2009 è stato organizzato un incontro su come illegalità , corruzione e mafia siano parte ormai integrante del nostro paese. Esiste un "fuori scena" del potere, quello che non si vede e non viene raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi.
“METROPOLI MAFIOSE?â€
L'iniziativa è stata pensata come un'occasione per riflettere su cosa sia "l'oscenità del potere ". Partendo dall'analisi di quello che è stato "il fuoriscena" (vale a dire, il non detto) della storia del nostro Paese su mafia e corruzione, si vorrebbe approfondire il discorso ponendo l’accento su come corruzione e mafia non siano pre rogativa di una parte specifica dell’Italia ma investano anche regioni falsamente ritenute immuni, Lombardia in primo luogo.
All’incontro del 23 Febbraio ha dato la sua disponibilità a partecipare il giudice Roberto Scarpinato (procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo), al quale abbiamo chiesto di aprire la serata con un intervento che faccia emergere dal silenzio l’intreccio a livello nazionale tra potere, mafia, corruzione e stragismo. Intreccio che con lucidità Scarpinato ha descritto nel libro “Il ritorno del Principe†pensato in collaborazione con il giornalista Saverio Lodato.
Per quanto riguarda la nostra Regione e per scoprire le ramificazioni delle diverse mafie anche al Nord interverranno il giornalista Gianni Barbacetto e il consigliere comunale Basilio Rizzo, entrambi autori di inchieste sul mondo politico ed imprenditoriale,le quali più volte hanno avuto riscontro da parte della magistratura.
La presenza alla serata dell’Associazione Libera nella persona di Ilaria Ramoni vorrebbe dare all’iniziativa il senso di una testimonianza diretta di chi sul campo opera affinché sia la società civile in prima persona a promuovere legalità e giustizia. Si vuole raccontare non solo la storia di “Liberaâ€, ma anche le iniziative che organizza e il senso profondo del suo operare che serve come stimolo per una carica di speranza.
L'iniziativa si terrà il Lunedi 23 Febbraio 2009 alle ore 20,30
presso la Casa della Cultura in via Borgogna N. 3 - MILANO

