Iniziative
20/10/2011
Gioca con la Smemo 12 mesi 2012: Cut Up
La Smemoranda non è solo 16 mesi, ma anche 12. Però la 12 è diversa.
Cioè? Scoprilo giocando...


di La Redazione

Qui si parla di Smemo Letteraria, quindi vi proponiamo un gioco serio (ATTENZIONE: data la lunghezza del testo ti consigliamo di stampare per evitare attacchi epilettici tipo videogiochi).

PUOI PARTECIPARE SOLO E SOLTANTO SE:

-sai, o fai finta di sapere (abbi fede!) che la Smemoranda non è solo il diario dove ci appiccichi il chewing-gum della prima limonata, ma esiste anche una versione per quando diventi più grande o fai finta di essere più maturo: l’agenda letteraria Smemoranda 12 mesi dove (dove, tra l’altro, puoi appiccicare il chewing-gum dell’ultima limonata);

-sei una persona con il piglio da intellettualino dai 7 anni in su. Vale anche se fingi;

-sei ancora vivo, o quasi. Vale anche se fingi;

-hai letto fino ad oggi almeno 2 libri e ½ , senza saltare le righe (se vuoi commutare i libri in racconti devono essere almeno 5, perché sono più brevi). Vale anche se fingi;

-prevedi di leggere, con piacere, almeno altro 1/2 libro prima della fine del mondo (o un racconto sano sano). Vale anche se fingi;ù

-ostenti in pubblico di conoscere tutti gli autori che compaiono nella nuova Smemoranda letteraria 2012. In privato, tra te e te, ne bastano 3. Vale anche se fingi in pubblico, ma non vale se fingi con te stesso;

-gridi con euforia isterika che tra gli autori della nuova Smemo Letteraria 2012 c’è il tuo preferito. Vale anche il tuo “che pensi potrà essere il tuo preferitoâ€â€¦ vale anche se gridi per uno mai sentito;

-prevedi di usare ancora un’agenda cartacea prima della fine del mondo. Vale anche se sei completamente succube di un ioTelefono o di un Faccialibro;

-non hai nulla da fare.
Se hai tutti questi requisiti - o se sei ricco e potente - allora puoi giocare.

COME SI GIOCA:

Di seguito troverai un testo che se letto tutto d’un fiato sembra un unico lungo racconto di un ubriaco proprio come questa frase senza punteggiatura. In realtà è un Cut Up* degli inediti racconti che compaiono nella nuova Smemoranda letteraria 2012…
Leggendo, dovrai cercare indovinare chi è l’autore di ogni pezzetto, contraddistinto da una lettera dell’alfabeto.

*Cut Up= collage di pezzi di testo. Lo abbiamo chiamato come il gioco che faceva William S. Burroughs con i pezzi di testo appunto solo per vantarci con i partecipanti con piglio intellettualino almeno 7enni

PREMIO IN PALIO:

Non vinci nulla, al massimo ne guadagni in autostima, leggi in anteprima gli incipit dei nostri autori e capisci quale agenda comprerai per il nuovo anno!

START:
A) “In fatto di eventi futuri i Maya non dovevano essere degli esperti: il fatto che sui loro monumenti menzionassero date distanti milioni di anni non implica che ne sapessero qualcosa. Di certo, in fatto di fine del mondo non ne sapevano più di noi. Cioè nulla.â€
B) “Il Grande Torino continuava a vincere invecchiando pian piano, con equilibrio e struggimento: si avvicinavano ai trent’anni anche il ruvido terzino destro Ballarin, il mediano vercellese Castigliano e il numero 5 Rigamonti, un bresciano che ardeva di passione per le motociclette veloci.â€
C) “Lui l’ho capito che era emozionato e agitato, e io ho notato subito che ci ha i ricci uguali sputati i miei e il naso a patata come il mio, l’ho visto. Mia madre ha un bel naso piccolo e diritto e i capelli scuri e lisci, io ci ho questo naso a patata e i capelli da africana. Non me ne va bene una.
Lui ha detto: Ehi sei davvero grande!
Io non ho detto niente perché non mi piacciono le frasi da ipocrita, non ho detto cose tipo oh grazie, eccetera. Non trovando qualcosa da dire che non suonasse deficiente o ipocrita, me ne sono stata zitta.â€
D) “Akela sapeva far ridere, costruire un ponte di corde su un torrente, usare la bussola in una tempesta magnetica e riusciva miracolosamente a impedire che ci uccidessimo a vicenda durante le battaglie ad Alce Rossa, ma davanti ai fornelli tornava a essere il brufoloso trentenne fuoricorso che ancora viveva con i genitori.â€
E) “No, io non ho un soprannome bello come il mio capo. Mi chiamano 3-D. Sì, come tridimensionale. I colleghi a volte mi chiamano per fare il pagliaccio, quando racconto le storie faccio le voci, come al cinema. Saper ridere in mezzo ai guai è una dote che mi sono inventata da piccola, nessuno dei miei è così, solo io. Sì, è vero sono stata io a ribatezzare la sezione Soggetti Deboli della squadra Mobile. Umorismo macabro da sbirra, chiamarla Sex-One, sono d’accordo. Allora, vado avanti?â€
F) “Ma i Morti c’erano. Eccome. Nessuno aveva trovato il modo di liberarsene definitivamente. Li potevi scacciare dalle loro case, ma non potevi farli evaporare. Così vagavano fino a incontrare qualcuno come loro e un po' alla volta formavano una colonia. E visto che da qualche parte dovevano stare, alcune zone della Città Vecchia rimanevano in piedi proprio perché i Morti ci abitassero. A scuola avevamo delle mappe della zona non bonificata e immaginavamo di andarci in esplorazione e scoprirne i segreti.â€
G) “La vita scorre, quella stronza della Giovanardi Rossana è lì che si bacia con il ricciolino di terza C, e noi siamo qui, sulla nostra panchina, e buttiamo via i nostri anni migliori guardando passare i treni per Gessate. Forse ci portiamo reciprocamente sfiga, Giuliaâ€. “Può essere. Certo che se questi sono i nostri anni migliori non oso pensare a quello che ci aspetta…â€
H) “È che Maddalena a volte sembra essere rimasta a Dublino, nella vacanza studio dove ci siamo conosciute.
Avevamo sedici anni. Tutte e due eravamo di Roma, ci faceva schifo la Guinness ma almeno un sorso ne buttavamo giù per non farci prendere in giro dal resto del gruppo e soprattutto condividevamo l’ossessione per le nostre reciproche frangette che dovevano rimanere sulla fronte, corte e scolpite, ma che il vento d’Irlanda disturbava di continuo.â€
I) “Ci sarà un paio di superga bianche ormai sfilacciate al calcagno e slabbrate in punta bollino verde incollato dietro. una cuccuma ingiallita sul culo bruciato dalla gasfire fuoco piccolo. il cucchiaino storto per bambini ricevuto al battesimo. una bomboniera d’argento a forma di conchiglia. il corriere dei piccoli aperto alla pagina della tordella. la lente da tavolo dorata a treppiede per contare i denti dei francobolli. un fermacarte dell’ina casa. la penna atomica. una carta carbone pelikan. la carta assorbente favini. un pennino per tipo compreso l’odiato torre eiffel invenzione per fighetti primi della classe. il fiocco blu stirato piegato e incelofanato superstite dalla divisa delle elementari. ma dov’è finita la blusa nera. una bottiglietta di alcool con due “o†denaturato per bruciare i formicai. la parola denaturato che non si sapeva cosa voleva direâ€
L) Ho scritto il film (la sua trama, voglio dire) alla luce dell’abat-jour.
Rileggendolo, vedo che è breve. Anche se il regista che forse un giorno lo girerà sarà tanto bravo da farlo lento, tutto punteggiato di pause misteriose, credo che non potrà mai durare più di un’ora. Basterà? E per cosa?
Non so neanche perché lo chiamo film. A chi lo darò, adesso? Chi lo leggerà? Io non conosco nessuno.
So che è scritto bene. Sono sempre stata brava a scrivere. Questo è stato molto importante quando ero ragazzina. Allora la scuola era un’avventura, e i miei professori parlavano di me e facevano sorridere mia madre. Poi è diventata più importante la bella curva del mio seno, le mani che nascondevo sotto quei maglioni sformati, dalle maniche lunghissime. E poi, nemmeno più quella.
Il titolo del film significa che è il primo che scrivo, ma è anche legato alla storia che racconta.
M) “No perché poi mi chiamano a dir delle cose, l’altro giorno, per dire, sono andato a Trento a un convegno sulla letteratura della DDR. Credi che io ne sappia qualcosa, della letteratura della DDR? E secondo te non gliel’ho detto? È stata la prima cosa che gli ho detto, Guardate che io non so neanche com’è pitturata, la letteratura della DDR, solo che loro mi han detto che volevano proprio qualcuno che non ne sapeva niente, che loro eran degli anni che ci lavoravano che l’avevan studiata da tutti i punti di vista, la letteratura della DDR, che, cosa vuoi che ci sia da dire, è durata quarant’anni, volevan sentire una voce nuova, e mi avevan chiamato a me che potevo parlare di quel che volevo. Allora, io, lì, no, no, ho inventato. Cioè io ho fatto un discorso, ma tutto immaginario, cioè io mi sono immaginato un ipotetico romanzo della DDR che racconta di un padre che nella sua solitutine, sulla sua utilitaria, passa il tempo davanti a un asilo nido, che io non lo so neanche se c’erano, gli asili nido, nella DDR, a interrogarsi sul cronotopo cosa vuol dire.â€
N) “Si tratta di fingere uno scambio di persona. Mettiamo che la ragazza prescelta assomigli lontanamente a Paola Perego. Avvicinatevi a essa e chiedetele l’autografo. Quando vi verrà detto che avete preso un granchio, insistete chiedendo che volete l’autografo della copia di Paola Perego ma molto più bella dell’originale. Le donne sono sensibili a questo tipo di lusinga. Ovviamente, più affermato è il motivo del supposto fraintendimento, maggiori le chance della seduzione. Per fare un esempio, Nikole Kidman è data, rispetto alla Perego, 20 a 1. Livello di difficoltà: 3.â€
O) “Ciao, siamo le parole. Questa volta ti raccontiamo noi una cosa che ci è successa. Allora, capita che quest’uomo si rende conto che più di tanto dalla vita non potrà avere. Fa il giornalista sportivo, passa il tempo in redazione, cerca notizie in rete e le copiaincolla nel piccolo quotidiano in cui lavora. Le uniche cose che segue dal vivo sono le partite dei campionati regionali. Scrive asciutti resoconti. Si guadagna da vivere con le parole. Noi gli diamo da mangiare.â€
P) Il 22 marzo scrisse: “Quante cose non le ho detto. In fondo, il terrore di perderla adesso non nasce dall’ansia di ‘possederla’, ma dalla paura di non poterle più dire queste cose. Quali sono queste cose adesso non lo so, ma arriverebbero come un torrente in piena se fossi con leiâ€.
Scrivere cose così gli faceva venire le lacrime.
Poi, ieri a mezzogiorno, quello stronzo di Luca gli aveva raccontato che Barbara usciva con un altro. Un francese. Un pittore che viveva a Villa Medici.

Le soluzioni sono qui sotto, naturalmente al contrario (gira il pc, se ci riesci!!!)

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