Secondo la cronologia del Calendario Tecnologico, oggi è il primo giorno dell'undicesimo anno d.B., dove d.B. sta per «dopo Blog».
Sono passati dieci anni - era il 17 dicembre 1997 - da quando la parola «weblog» (coniata dall'americano John Barger) è stata utilizzata per la prima volta, e da allora, come si usa dire in questi casi, "il Mondo non è stato più lo stesso". La nascita del Blog, infatti, ha abbattuto una delle barriere più secolari dell'Informazione e della Comunicazione: quella tra Autore ed Editore. Consentendo a chiunque di esprimere le proprie idee, di proporre le proprie notizie e, genericamente, di "far sentire la propria voce" nel modo più democratico possibile: aprendone gratuitamente uno, oppure commentando gratuitamente quello di qualcun altro. Senza più bisogno di passare attraverso le famigerate trafile redazionali - con tutti i rischi di censura annessi e connessi - e con il vantaggio non da poco di essere sempre "sul pezzo", di seguire l'attualità in tempo reale o addirittura in anticipo, opportunità che nessun media tradizionale poteva e può attualmente garantire.
Il Blog, per dirla con uno slogan, «permette a chiunque di essere qualcuno».
E' per questo motivo che, come tutte le piattaforme che hanno un simile potere, è stato rapidamente preso d'assalto da (per l'appunto) chiunque volesse diventare qualcuno e ha vissuto ondate modaiole talvolta profondamente fuorvianti rispetto all'obiettivo originario di "esprimere se stessi". Molti, per esempio, hanno scambiato il Blog con una palestra per aspiranti opinionisti televisivi, altri hanno fatto a gara di numero di post e/o commenti per scalare le classifiche dei Blog più à -la-page, altri ancora hanno ritenuto di dover condividere col mondo perfino gli scontrini della Rinascente ed altri, infine, si sono fiondati su MySpace, Flickr e YouTube una volta che l'ondata modaiola ha spostato il baricentro dai contenuti testuali a quelli audiovisivi.
Ma i più, i Blogger per passione (o, perché no?, per mestiere), sono ancora lì, saldamente al loro posto, a farsi portatori di ciò che i giornali e la televisione negano con sempre maggiore pervicacia: la Libertà . Non è un caso che in loro moltissimi internauti e semplici cittadini vedano addirittura il futuro politico del proprio Paese - in Italia, con il caso di Beppe Grillo, ma anche e soprattutto all'estero, dove la cultura informatica è più radicata e complessa -, sperando che quella che appare come sincera e spassionata opposizione all'omologazione e al servilismo possa magari tradursi in un programma elettorale altrettanto "di rottura" verso i consolidati (e ormai anacronistici) Poteri Forti.
Oggi, il Blog non è più soltanto una «finestra sul mondo», quanto piuttosto un «lasciapassare verso il Futuro», perché all'interno della Blogosfera nascono libri, movimenti, associazioni, comunità , progetti multimediali e via di seguito.
La speranza, per i prossimi 10 anni, è che tutto ciò possa stimolare nelle persone quel senso di appartenenza e di partecipazione collettiva che, purtroppo, stenta ancora a delinearsi compiutamente e a dotarsi di un'identità vera e propria - la cosiddetta "massa critica" -. Con ogni probabilità , la più auspicabile tra tutte le frontiere 3.0 che il Web deve ancora superare...
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