Memoria
27/06/2007
La strage impunita
27 anni fa, al largo delle coste di Ustica, si è consumata una delle pagine più nere della nostra storia recente. Aggravata dagli insabbiamenti e dai depistaggi messi in atto per evitare che si trovassero i colpevoli...

di Antonio Incorvaia

27 giugno 1980. Mancano 15 secondi alle 21:00 quando il DC-9 I-Tigi della compagnia Itavia, decollato dall'aeroporto di Bologna alle 20:08 e diretto a Palermo con 81 passeggeri a bordo (78 civili e 3 membri dell'equipaggio), scompare alla vista dei radar della torre di controllo dell'aeroporto di Ciampino. Verrà ritrovato soltanto l'indomani mattina, quando le acque del mar Tirreno tra Ustica e Ponza cominceranno a restituire alla luce le carcasse e i cadaveri del velivolo inghiottito la sera prima, inabissatosi dopo essere esploso a 9000 metri di altezza.

Oggi quella strage non ha ancora un colpevole. E a quelle 81 vittime - tra cui 13 bambini - non è ancora stata concessa la grazia (ma dovrebbe essere un diritto inalienabile) della Giustizia.
Al contrario: tutte le indagini che sono state condotte al riguardo in questi 27 anni non hanno fatto altro che spingerle nuovamente negli abissi del mare, affogandole ogni volta nell'omertà, negli insabbiamenti e nei depistaggi delle forze politiche in gioco. Perché quello che, inizialmente, era stato rivendicato come «un cedimento strutturale» o «un attentato» - nel tentativo programmatico di sviare sin da subito investigazioni e ricerche -, col tempo si è nitidamente delineato come un oscuro e fittissimo intreccio di ingerenze e interferenze militari internazionali, concorrenti verso il comune obiettivo di occultare e manomettere prove e falsificare testimonianze per impedire alla Verità di venire a galla.

Obiettivo raggiunto, se è vero che, nonostante il progressivo affinamento dei sistemi di analisi utilizzati con il procedere delle inchieste, per ciò che avvenuto la sera del 27 giugno 1980 nessuno ha pagato se non chi (gli 81 passeggeri e i loro parenti) aveva già pagato allora. E non soltanto per il già sufficientemente sconcertante fatto in sé, ma nemmeno per le assurde incongruenze messe in scena da quel momento in poi.
Ma, ciò che è peggio, quella di Ustica non è l'unica strage italiana rimasta impunita, a riprova che - paradossalmente o meno, a seconda dei punti di vista - alla Giustizia del nostro Paese interessano sempre molto di più le sorti dei vivi anziché quelle dei morti...

Per fonti e approfondimenti:
- Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica
- Wikipedia
- Marco Paolini, "I-Tigi - Canto per Ustica", Einaudi Stile Libero
- Carlo Lucarelli, in "Blu Notte - Misteri Italiani", De Agostini

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