Sono stata a guardare e sono stata a sentire e sono stata a leggere, ora comincio a pensare autonomamente…
Penso che Vittorio Arrigoni mi sarebbe piaciuto. Sì, io forse mi sarei innamorata di Vittorio, semplicemente.
Per il cappellino da Corto Maltese, per la pipa, per la kefiah innocente, perché scriveva, perché non era un indifferente, perché aveva scelto per la sua vita, perché non lo conoscevo e questo mi fa sentire un po' scema, perché ai tempi del liceo mi sarebbe sembrato Che Guevara e avrei scritto le sue frasi sulla Smemo "Non temo le urla dei violenti, ma temo il silenzio degli onesti", perché era impegnato, impegnato vero però non uno di quelli "che delirio, c'ho veramente tanto da fare", perché stava con i bambini di guerra, perché mi avrebbe messo soggezione, perché ci avrei discusso per gli atteggiamenti da intellettuale di sinistra, perché dava fastidio, perché non avevo mai letto un suo pezzo e nonostante questo mi fido, perché era fuori da questo mondo, perché era pacifista, perché è stato insultato dopo la morte dalla nostra brutta gente: quindi era uno forte; perché era giovane, perché era contro i "cattivi", perché non conosco di persona nessun Vittorioarrigoni, ma so che tra i miei amici stimati sarebbe stato bene per una pizza una sera; perché è uno di quelli che mi ha convinto che qui viviamo prevalentemente di stronzate inutili, perché lo hanno ammazzato e il suo urlo è diventato molto più forte di prima, perché mi viene da pensare a lui, spesso.
Ecco, penso solo che mi sarei innamorata, perché all'amor non si comanda, MAI.
Domani ce lo rimandano, morto, ma chi sa sei lui, leggendo i nostri giornali, avrebbe voluto tornare qui

