Opinioni
09/11/2007
C'era una volta il Tennis
Scommesse clandestine, partite truccate, sospetti di avvelenamento, doping, droga, crisi depressive: così l'arte dei «gesti bianchi» e dei «circoletti rossi» è diventata l'ennesimo "sport malato" degli ultimi anni...

di Antonio Incorvaia

Non bastavano il calcio, il ciclismo e l'atletica. Adesso, da alcune settimane, nell'occhio del ciclone della peggior cronaca nera è finito dentro anche il Tennis, da sempre ritenuto uno sport d'élite fatto di «gesti bianchi» (© Gianni Clerici) e «circoletti rossi» (© Rino Tommasi), fusione ideale e perfetta tra il pennello e la clava.
Ma, evidentemente, la "Sindrome del Truman Show" in cui «niente è come sembra» - e menomale che quando uscì il film, nel 1998, venne definito «fantascienza»... - non risparmia nessuna disciplina, nemmeno le più «insospettabili», profilando ogni giorno nuovi scoraggianti scenari in cui la realtà è sempre ben diversa da come appare. Così, per l'ennesima volta, è sufficiente che un piccolo sbuffo di vapore sposti di qualche millimetro il cappello della pentola per scoperchiare litri e litri d'acqua (sporca) in ebollizione ormai da chissà quanto.

In questo caso specifico, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un match tra il russo Nikolay Davydenko, attuale numero 4 del ranking mondiale, e l'argentino (ex doppio passaporto italiano) Martin Vassallo Arguello, attuale numero 74, match giocatosi al torneo di Sopot il 2 agosto scorso. La dinamica dell'incontro - con il giocatore sfavorito che vince per ritiro dell'avversario al terzo set dopo aver perso nettamente il primo, durante il quale un folto numero di scommettitori aveva tuttavia inspiegabilmente puntato ingenti somme di denaro proprio su di lui - ha messo la pulce nell'orecchio all'ATP, l'Associazione dei Tennisti Professionisti, che ha iniziato ad indagare su quella ed altre partite dal punteggio 'sospetto'.
Risultato: dopo appena 2 mesi, oggi sono già emersi più di 100 match incriminati i cui andamenti, confrontati con gli andamenti delle scommesse ad essi associati, tradirebbero in maniera inequivocabile che si tratti di match "truccati", ovverosia decisi a tavolino ancora prima di scendere in campo (un po' come nel Wrestling, per intendersi) con precise indicazioni soffiate a chi di dovere per fare lievitare gli incassi sull'azzardo online.
La cosa più sconcertante è che i nomi dei giocatori coinvolti in questa "Scommessopoli" del tennis sono quasi sempre gli stessi - coincidenza un po' troppo ricorrente per essere tacciabile di mera casualità - e, fra essi, figurano anche una folta schiera di tennisti italiani, da Potito Starace a Filippo Volandri, da Alessio Di Mauro (sospeso proprio ieri dall'ATP, primo "capro espiatorio" ufficiale di tutta la vicenda) a Federico Luzzi a Daniele Bracciali, tutti imputati di avere alimentato, attraverso partite comprate/vendute e/o attraverso puntate a proprio nome (!) il giro delle scommesse clandestine.

Naturalmente, la cronaca si è trasformata immediatamente in psicosi, per cui adesso nessuno crede più a un solo risultato. Nella fattispecie, a quelli dei tornei di livello medio/basso, in cui un giocatore poco quotato ha indubbiamente maggior vantaggio dal combinare un suo match (magari facendosi profumatamente pagare per perderlo) anziché dal giocarselo e vincerlo in modo pulito. Ma anche a quelli dei tornei di maggior prestigio, come quello di San Pietroburgo, durante il quale Nikolay Davydenko - ancora lui - è stato addirittura multato per «scarso impegno» per aver buttato all'aria una partita contro il croato Marin Cilic in cui stava letteralmente dominando, o il Masters Series di Parigi Bercy dove lo stesso Nikolay Davydenko - sempre lui - si è visto apostrofare dall'arbitro di sedia un provocatorio «Stai battendo peggio di me» al termine di una serie clamorosa di doppi falli e servizi da amatore della domenica.
Anche perché il Tennis, essendo uno sport individuale che si gioca spesso su pochi "punti importanti", ben si presta a combine e simulazioni eventuali e varie: come si può dimostrare, infatti, che una palla finita in rete o fuori di 5 cm è stata intenzionalmente sbagliata per agevolare il verificarsi di un risultato truccato?

E fosse solo "Scommessopoli"...
Il tedesco Tommy Haas ha recentemente avanzato l'accusa di essere stato avvelenato prima della semifinale di Coppa Davis tra Germania e Russia dello scorso settembre, semifinale in cui perse nettamente e contro pronostico il suo primo incontro con Igor Andreev per poi essere costretto al forfait nel secondo incontro per una gastroenterite.
La svizzera Martina Hingis, ex numero 1 del mondo, qualche giorno fa è stata trovata positiva alla cocaina nei controlli antidoping svolti durante l'ultimo torneo di Wimbledon. Doping che, nel recente passato, ha provocato la temporanea squalifica degli argentini (tutti top players) Juan Ignacio Chela, Guillermo Canas, Mariano Puerta (per ben 2 volte) e Guillermo Coria.
Guillermo Coria, da parte sua, dopo aver raggiunto - e perso - la finale del Roland Garros contro Gaston Gaudio nel 2004 e, nel 2005, quella di Montecarlo e Roma contro Rafael Nadal, è precipitato in una irreversibile crisi depressiva che lo ha tenuto per oltre un anno in esilio volontario dal circuito.

Nel frattempo, tutti hanno iniziato a puntare il dito su nessuno (dichiarazioni come «Scommesse? Ci sono sempre state» o «I nomi di chi si vende i match sono risaputi da anni ma chiunque ha sempre fatto finta di niente» sono pressoché quotidiane da parte di tennisti, organizzatori, allenatori, manager e via di seguito), e a farne le spese - oltre ai giocatori, se e quando riusciranno a dimostrare la loro innocenza - è soprattutto il pubblico, che si trova di fronte l'ennesimo carrozzone sportivo dove lo sport ormai è passato completamente in secondo piano.
Certo: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, almeno finalmente qualcuno si è accorto che il Tennis esiste...

Per approfondimenti e aggiornamenti: Servizi Vincenti di Ubaldo Scanagatta | Eurosport Tennis

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