Ciak di ottobre, sezione "I Film del Mese": 2 Giorni A Parigi » 3 stelline (su 5); Hairspray » 3 stelline; Waitress-Ricette d'Amore » 3 stelline; Mr. Brooks » 3 stelline; 28 Settimane Dopo » 3 stelline; Molto Incinta » 3 stelline; Quel Treno Per Yuma » 3 stelline; Surf's Up-I Re Delle Onde » 3 stelline; Becoming Jane » 3 stelline; SuXbad-Tre Menti Sopra Il Pelo » 3 stelline; Playing The Victim » 3 stelline; I Simpson-Il Film » 3 stelline.
Rolling Stone di ottobre, sezione "Review": Bad Brains, "Build A Nation" » 3 stelline e mezzo (sempre su 5); Do Make Say Think, "You, You're a History in Rust" » 3 stelline; Josh Ritter, "The Historical Conquest Of..." » 3 stelline e mezzo; Turin Brakes, "Dark On Fire" » 3 stelline e mezzo; Frangar Non Flectar, "Volume 4" » 3 stelline; Ministry, "The Last Sucker" » 3 stelline e mezzo; Common, "Finding Forever" » 3 stelline e mezzo; Emma Pollock, "Watch The Fireworks" » 3 stelline e mezzo; The Polyphonic Spree, "The Fragile Army" » 3 stelline; The Felice Brothers, "Tonight At The Arizona" » 3 stelline e mezzo; The Styles, "You Love The Styles" » 3 stelline; Mùm, "Go Go Smear The Poison Ivy" » 3 stelline; Stereo Total, "Paris-Berlin" » 3 stelline; JoyCut, "The Very Strange Tale Of Mr. Man" » 3 stelline e mezzo; Swayzak, "Some Other Country" » 3 stelline e mezzo; The Go! Team, "Proof Of Youth" » 3 stelline; Cherry Ghost, "Thirst For Romance" » 3 stelline; Nitin Sawnhey, "A Throw Of Dice" » 3 stelline; Moonbeams Trio, "Looking For The Way" » 3 stelline e mezzo.
XL di ottobre, sezione "Self Service": Patty Scialfa, "Play It As It Lays" » 3 stelline (ancora su 5), Mùm, "Go Go Smear The Poison Ivy" » 3 stelline (esattamente come su Rolling Stone); Enon, "Grass Geysers... Carbon Clouds" » 3 stelline; Ska-J, "Adesso Eh!" » 3 stelline; Josh Ritter, "The Historical Conquests of Josh Ritter" » 3 stelline; Uochi Toki/Eterea, "La Chiave Del 20" » 3 stelline; Land Of Talk, "Applause Cheer-Boo Hiss" » 3 stelline; The Autumns, "Fake Noise From A Box Of Toys" » 3 stelline; The Cult, "Born Into This" » 3 stelline; Fiery Furnaces, "Widow City" » 3 stelline; Trabant, "Music 4 Losers" » 3 stelline; Old Man River, "Good Morning" » 3 stelline; Lombroso, "Credi Di Conoscermi" » 3 stelline; Band Of Horses, "Cease To Begin" » 3 stelline; Ministry, "The Last Sucker" » 3 stelline; Robyn, "Robyn" » 3 stelline.
Sono soltanto 3 esempi, presi a caso in edicola tra le ultime uscite di questi giorni, di cosa significhi oggi in Italia il termine «Critica» o, più volgarmente, «Recensione»: un campionario monocorde di "3 stelline" interrotto, qua e là (quasi con pudore), da isolati ed entusiasti punteggi addirittura superiori. Tradotto: "6 politico" a tutti, palla al centro. Un colpo al cerchio - «E' un disco/film bellissimo, intenso e corale...» - e uno alla botte - «...però gli manca qualcosa per essere davvero perfetto» -.
Lo stile Mollica, insomma, si riproduce e genera Gremlins di apatici (e atipici) proseliti che nessun servizio rendono, a ben vedere, al lettore/spettatore. Come ci si può orientare, infatti, in un mercato ormai sovrasaturo qual è quello audiovisivo se tutto vale "3 stelline"? Bisogna comprare 50 cd e andare a vedere 20 film al mese perché sono sempre «bellissimi, corali, quasi perfetti»? O, al contrario, bisogna interpretare ogni giudizio come un'esaltazione standard dell'"Aurea Mediocritas" frenata - per qualsiasi motivo plausibile - dal timore di esporsi e, dunque, convincersi di essere irrimediabilmente sommersi di ciarpame che non vale la pena né comprare/vedere né, probabilmente, neppure scaricare?
Certo: forse portando a 10 il numero delle stelline massime si potrebbero introdurre sfumature un po' più decise alla gamma dei punteggi possibili, ma la sensazione è che non cambierebbe granché. Perché inizierebbero a farsi strada i 6, i 6 e mezzo e i 7. Con qualche 8 e perfino una manciata di 9, giusto per gratificare l'artista/il produttore/il distributore di turno che, in caso contrario, poi non concede l'intervista o le foto in anteprima.
E in questo ristagno incipiente di acriticità (le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti anche in ambito politico e sociale), la povera Pecora Nera che, tenendo fede al suo ruolo e al suo mestiere, si azzarda ad assegnare "1 stellina" o "0 stelline" alle ciofeche dalle quali tenersi ampiamente alla larga viene immediatamente tacciato di «Invidia». Non ti è piaciuto l'ultimo film di Ozpetek e hai almeno 3500 argomentazioni per motivare la tua opinione? Sei solo «invidioso». Ti puzza un po' di operazione commerciale l'album di cover di Laura Pausini? Sei solo «invidioso». Trovi che, tutto sommato, si possa tranquillamente soprassedere sull'acquisto dell'ennesimo libro di Naomi Klein? Sei solo «invidioso». Ma anche un po' masochista, visto che dare "3 stelline" richiede uno sforzo infinitamente minore nella stesura delle argomentazioni stesse e anziché 1 recensione sola, nello stesso tempo, se ne potrebbero scrivere 15 sòla.
All'estero, naturalmente, le cose funzionano ben diversamente. Non esistono artisti/produttori/distributori intoccabili e, soprattutto, non esistono timori reverenziali: se un disco/film/libro merita "1 stellina" (su 10, nientedimeno!) gli viene data "1 stellina".
In Italia, al contrario, bisogna accontentarsi di applicare la regola del «Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto»: se i critici non stroncano nessuno, magari è giusto che qualcuno stronchi i critici...
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Una raccomandazione... Devono essere critiche costruttive e motivate, non giudizi gratuiti dettati da antipatie personali!

