Che le potenzialità messe a disposizione dal Web, soprattutto in termini di aggregazione spontanea e diffusione di idee, siano pressoché illimitate non è esattamente una scoperta dell'ultima ora. Ciò nonostante, sul fronte della Politica italiana queste potenzialità sono sempre state (im)piegate quasi esclusivamente per scopi di propaganda personale: quanti siti, proliferati in pieno clima pre-elettorale con proclami di partecipazione e promesse di coinvolgimento popolare eventuale e vario, sono poi stati lasciati morire di incuria e disinteresse il giorno successivo al voto, indipendentemente dal risultato? E quanti siti, anziché cercare di stabilire un dialogo diretto e immediato con i cittadini, si perdono in autoreferenze politichesi e sterili divulgazioni di leggi e normative?
Da una parte, la Destra ha interpretato la Rete alla stessa stregua di tutti gli altri Media: come una piattaforma per fare marketing. Prova ne sia, un esempio tra i tanti, il sito del Circolo della Libertà , ultimo prodotto - in ordine di tempo - di questo genere di approccio, che dovrebbe (vorrebbe?) essere l'epicentro di una nuova espressione di "libera interattività " e che risolve, invece, in una sputacchiera patinata di insulti, notizie false/faziose/fuorvianti, frivolezze e coscelunghe nel più canonico stile Tg4/Studio Aperto.
Dall'altra, la Sinistra ha commesso l'errore di mascherare sotto le mentite spoglie della raccolta di idee e del «dare voce alla gente» le collaudate questue di tesseramenti e finanziamenti, come nel caso dei DSonline, in cui «diventare volontario digitale» significa semplicemente prodigarsi in una serie di attività promozionali e commerciali, dal mandare una cartolina al diffondere un banner e dall'acquistare un gadget all'iscriversi direttamente al partito.
Lo stesso portale del Governo non contempla canali di confronto con gli utenti, mentre il sito ufficiale del Ministero del Lavoro (uno su tutti) - che, sulla carta, potrebbe essere una fonte preziosa di informazioni, proposte, stimoli e incentivi in particolare per i giovani - si riduce ad una serie di notizie e link rigidamente istituzionali. Anche qui, nessun tentativo di sfruttare il canale telematico per ciò che offre realmente.
Nel frattempo, mentre ci sono Ministri che si vantano di non saper mandare nemmeno un'email, Blog e Community 'indipendenti' fanno incetta di adesioni e gradimenti e, spesso, si sostituiscono del tutto (volenti o nolenti) alle fonti politiche vere e proprie. Qualche considerazione al riguardo, nella mente di "chi di dovere", dovrebbe forse balenare...
E' sicuramente balenata, per fortuna, alle forze «sentimentalmente di Sinistra» esterne al Partito Democratico, che hanno pensato bene di (provare a) colmare questo gap creando una nuova struttura verso la quale far confluire le più articolate forme di "espressione popolare". Il suo nome è SXnet ed è attualmente in fase Beta, ancora incompleta o inattiva in alcune sezioni ma chiara e delineata nella sua impostazione e nelle sue finalità di interazione «con rabbia, con gioia, con tristezza, con sorpresa, per paura, per amore».
La prima sensazione è che sia, però, ancora troppo incompleta rispetto al battage pubblicitario che è stato attivato, e che anche chi è animato dai migliori propositi per dare il proprio contributo si ritrovi tra le mani uno strumento del tutto inadatto a rifletterne gli slanci e le esigenze di rinnovamento e di cambiamento radicale. Il rischio da evitare, insomma, è che venga commesso nuovamente l'errore di voler "lanciarsi nella mischia" puntando più sulla forma - la massiccia campagna promozionale, il forte appeal del logo - che sulla sostanza, errore che ha già provocato in più di una circostanza (come la candidatura di Francesco Rutelli nel 2001, giusto per citare la più clamorosa) danni quasi irreparabili.
Certo, dipenderà anche dagli utenti far crescere SXnet e farlo diventare il punto di riferimento telematico dell'autentica Sinistra-di-Sinistra, ma, al momento, mentre il Web sta marciando a tappe forzate verso la Terza Generazione, tocca salutare come "novità " qualcosa che sembra ancora ferma ai primordi della Seconda. Niente di nuovo sotto il sole, insomma...

