Plim plom! "Informiamo la gentile clientela che il treno Eurostar proveniente da Roma Termini e diretto a Milano Centrale viaggia con circa 30 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio".
Plim plom! "Causa guasto alla stazione della metropolitana di Cadorna, la circolazione dei treni subirà ritardi e rallentamenti in tutte le direzioni. Ci scusiamo per il disagio".
Plim plom! "Linea 91 - Attesa: 9 minuti / 8 minuti / 7 minuti / 6 minuti / 5 minuti / 4 minuti / 3 minuti / 9 minuti / 10 minuti / 11 minuti - Guasto. Ci scusiamo per il disagio".
Chi non si è MAI trovato in una situazione di questo genere almeno una volta alzi la mano. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette... No, un attimo: i residenti all'estero non valgono! La domanda è strettamente riservata ai residenti in Italia. Ah, ecco: uno, due... Due! Vogliamo scommettere che il motivo è, semplicemente, che non avete MAI usato un mezzo pubblico?
Già , perché se vi fosse capitato di mettere piede su un autobus, su un tram, su una metropolitana o su un treno, ovunque vi foste trovati - Nord, Sud, Destra o Sinistra, non fa alcuna differenza - sareste sicuramente (ma proprio sicuramente, con una certezza matematica del 300%) incappati in un qualche tipo di malfunzionamento, di guasto, di ritardo e di disservizio eventuale e vario. E, soprattutto, nel «Ci scusiamo per il disagio», magica formuletta con cui i Trasporti Pubblici Italiani pretendono di lavarsi la coscienza per tutte le centinaia di afflizioni che ogni giorno riversano sui propri utenti e con cui, secondo loro, una persona dovrebbe consolarsi per aver perso un colloquio di lavoro, per essersi visto togliere delle ore dalla stipendio, per non essere riuscito ad arrivare in tempo all'ospedale per una visita, per aver bucato l'ultima coincidenza disponibile per rincasare la sera ed altre decine e decine di danni economici, morali e personali.
Prendiamo il caso dell'ATM, i Trasporti Pubblici di Milano, per esempio.
Chi li adopera abitualmente sa benissimo che ci sono autobus che passano ogni 20 minuti (benché sull'orario ufficiale siano riportati tempi di attesa di almeno la metà ), che ci sono tram che andrebbero avanti più velocemente se i passeggeri stessero fuori a spingerli, che le metropolitane sono perennemente guaste - mercoledì 4 luglio: alle 8 guasto alla stazione di Pasteur e alle 18 guasto alla stazione di Sesto F.S., giusto in concomitanza con le ora di punta. Risultato: centinaia e centinaia di persone parcheggiate nelle banchine di ogni stazione della Linea Rossa con convogli ridotti peggio dei carri bestiame e nessun genere di rimborso previsto. E dovremmo pensare che si tratti semplicemente di una casualità ? - e che, addirittura, basta un temporale di 10 minuti affinché ci piova direttamente dentro come dei colabrodo! Per non parlare delle scale mobili bloccate, delle piattaforme per disabili mancanti o fuori uso e dei continui scioperi («Almeno in quei giorni non si rompe niente!», ha commentato un cittadino). E questa sarebbe la «metropoli europea capitale della Moda e del Design»? Basterebbe che il sindaco Letizia Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato mettessero piede fuori dal'Italia per accorgersi di come funzionano i Trasporti Pubblici nelle città che «metropoli europee» lo sono davvero...
E i treni?
A fronte dei continui aumenti delle tariffe e della progressiva soppressione di tutte le opzioni più economiche - oggi, chi volesse andare diretto da Forlì a Milano, meno di 300 chilometri, ha come opzione base un Intercity Plus da 24 euro anziché, come fino a qualche anno fa, un Interregionale da 13 -, ormai non si contano più i viaggi in cui non solo si arriva con 29 minuti di ritardo (siccome al trentesimo scatta il rimborso del 30% sui biglietti a lunga percorrenza, finché proprio non si tratta di 2 ore il ritardo dichiarato da Trenitalia è sempre di 29 minuti), ma in cui si rompe il locomotore. Cioè: si rompono i locomotori degli Eurostar! Riuscite a immaginare in quali condizioni debbano versare quelli dei Regionali, se ogni giorno se ne guasta uno sugli Eurostar? Lo sanno bene i Pendolari, in che condizioni versano i treni Regionali: tra quelli che invadono le ferrovie sfiniti dai continui soprusi subiti e quelli che si sfogano sui Blog non ce n'è uno solo che possa testimoniare di avere viaggiato in circostanze ottimali ogni giorno della sua vita professionale.
Ma cosa fanno le dirigenze dei Trasporti Pubblici Italiani per mettere un freno - ma ci accontenteremmo anche di una pezza - a questa ignominiosa situazione da Sotto-Terzo Mondo?
Nella migliore delle ipotesi, si fanno silurare per manifesta inettitudine, chiedono fior di miliardi di liquidazione (miliardi che vengono loro concessi di buon grado, come ha bene - e tragicamente - denunciato Report di Milena Gabanelli) e si riciclano immediatamente il giorno seguente, subito pronti a mandare all'aria qualcos'altro nello stesso identico modo.
Nel frattempo, l'operaio che arriva in fabbrica o l'impiegato che arriva in ufficio sistematicamente in ritardo per colpa loro rischia il licenziamento e la disoccupazione.
Poi, vai pure a sfidare anche la Giustizia, oltre che i Trasporti, impugnando le vie legali per chiedere i «disagi» per i quali ti vengono poste le scuse: lo sanno benissimo, lorsignori, che nessuno ha né i soldi né la voglia di trovarsi un avvocato in grado di competere con i loro e di aspettare anni e anni di trafile e pastoie burocratiche prima di avere quanto?... Mille euro?... Duemila?... Un buono per 10 viaggi gratuiti?... Inutile anche pensare di provarci. E lorsignori proprio su questo marciano da sempre: l'assoluta impuni(bili)tà . Sono intoccabili, hanno sempre ragione loro. Fanno quello che vogliono, come vogliono. Non c'è protesta che li scalfisca di una virgola, non c'è vergogna che faccia sorgere in loro il minimo scrupolo. Tanto hanno l'aereo privato, loro...
A questo punto, avessero almeno l'onestà intellettuale di non «Scusarsi per il disagio».
Forse, sarebbe molto più coerente e meno avvilente essere mandati direttamente a quel paese...
E tu cosa ne pensi?
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