Opinioni
28/06/2007
Il supergiovane che non piace ai giovani
Il battesimo di Walter Veltroni al Lingotto di Torino sembra avere convinto tutti. Tranne coloro che, più di chiunque altro, sperano che il Partito Democratico porti davvero rinnovamento e ricambio generazionale: gli Under 35

di Antonio Incorvaia

Per quanto strano possa sembrare, viste le premesse - le persone che promettono che con il Partito Democratico «cambierà tutto» sono le stesse che lo hanno promesso per 5 anni di propaganda pre-elettorale tra il 2001 e il 2006 senza aver poi fatto cambiare niente in 14 mesi di Governo (a parte il dare vita al Partito Democratico, appunto) -, sono in molti ad avere fiducia che il progetto di "Poltronismo a Lunga Conservazione" di Rutelli, Fassino & Co. possa costituire di fatto un punto di svolta nella stagnante gestione della res publica del nostro Paese.
La conferma è arrivata dalla torcida con cui è stato salutato ieri il discorso di Walter Veltroni al Lingotto di Torino, accolto a furor di popolo in un ruolo che ha già tutta la fisionomia del "Nuovo Premier". Anche se di nuovo, a ben vedere, Walter Veltroni non incarna e non esprime poi questo granché, né sul piano anagrafico (52 anni), né sul piano politico nazionale (è già stato vicePremier nel primo Governo Prodi, dal 1996 al 1998) e nemmeno sul piano programmatico: di «combattere la precarietà», «promuovere un patto generazionale», «dare dinamismo alla società», «sensibilizzare la salvaguardia dell'ambiente» e «assicurare un futuro ai giovani» traboccano ormai da anni tutti i panegirici di tutti gli esponenti del CentroSinistra, con il risultato che è sotto gli occhi di chiunque. Ovvero: che le deve ripetere anche Walter Veltroni e, quel che è peggio, che in bocca a lui assumono i connotati di «qualcosa di nuovo».

Ok, benissimo. Perché partire prevenuti anche questa volta? In fondo, come Sindaco di Roma, Veltroni ha dato prova di grande intraprendenza culturale - basti confrontare quante e quali attività e iniziative vengono organizzate e promosse nell'Urbe e quante e quali vengono organizzate e promosse a Milano da Letizia Moratti - e di grande abilità in fatto di pubbliche relazioni, doti che, in effetti, a molti suoi colleghi dell'attuale Governo sono in larga parte sconosciute.
Ciò che, tuttavia, costituisce un po' l'anello debole dell'euforia creatasi intorno a Walter Veltroni è, quasi paradossalmente, la sua impopolarità presso i "giovani veri". Non i "gggiòvani dentro" che a 60 anni credono di avere ancora tante energie da (far) spendere per il bene dello Stato costringendo - complici le regole della Legge Elettorale - i cittadini a votare per loro anziché per qualcuno con 30 anni di meno, no: proprio i "giovani giovani", quelli al di sotto dei 35 anni, che poco amano e ancor meno condividono le strategie di colui che dovrebbe / vorrebbe essere il loro "rappresentante supergiovane" e il loro "bella zio, facce sognà!".
E che non si tratti semplicemente di una questione di 'simpatie epidermiche' ma di un tappeto di malcontenti diffusi è abbastanza facilmente intuibile dall'atteggiamento sempre più compiacente - e "com-piacione" - di cui Veltroni ha diligentemente dato prova anche in occasione del suo discorso al Lingotto. Della serie: «dobbiamo accontentare tutti, ma proprio tutti, perché ciascuno ha il diritto di essere felice e nessuno deve rimanere scontento». Che non significa propriamente "voltare pagina" né "dire qualcosa di Sinistra": significa, come al solito, cercare di non inimicarsi nessuno per raggiungere il massimo consenso possibile.
Al contrario, i giovani sembrano invece invocare l'epifania di qualcuno che, finalmente, abbia voglia di sporcarsi le mani e di sbattere i pugni, se e laddove necessario, perché la Politica italiana degli ultimi 15 anni non ha mantenuto nessuno di quei proclami da Rivoluzione Copernicana che sembrava gridare la vicenda di Mani Pulite, e le nuove generazioni ne hanno risentito più di chiunque altro in termini di (legittimo, in fondo, seppure poco condivisibile) riflusso qualunquista. E Veltroni, va da sé, purtroppo non è mai stato e non sarà mai quella persona...

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