Tra le numerose doti che le vengono - da altri - riconosciute, non si può certo dire che il tempismo e la lungimiranza siano propriamente quelle più credibili: avendo avuto a disposizione ben 5 anni di Governo Berlusconi per lanciare tutte le sue "Campagne della Libertà " dando spazio agli sfoghi dei cittadini italiani imbufaliti, Michela Vittoria Brambilla lo ha fatto, invece, guardacaso soltanto (e proprio) dopo un anno di Governo Prodi.
E se, durante i 5 anni di Governo Berlusconi, tutte le manifestazioni di piazza contro il Premier erano state categoricamente tacciate di inciviltà , vandalismo e terrorismo, chissà perché quelle raccolte da lei contro Prodi in una manciata di giorni dovrebbero invece avere valore elettorale (il che proverebbe che, tra le numerose doti che le vengono - sempre da altri - riconosciute, non si possa certo dire che sia propriamente la più credibile neppure la coerenza).
A questo punto, chi sta meditando che questo sia semplicemente un panegirico di copertura di "Chi disprezza compra" ha centrato perfettamente la questione: non possiamo a tal punto fare a meno di parlare di lei che continuiamo a trovarle limiti e difetti al solo scopo di colmarne il senso di fame chimica.
Ma, ormai da qualche settimana, non riusciamo davvero ad evitare di pensarle. E non soltanto a lei, ma a tutto il suo mondo: il "Mondo della Libertà ", dove «Libertà » significa, molto semplicemente, avere qualcuno che ti fa dire quanto è disperante il Governo Prodi. Una libertà non da poco, visto che - per l'appunto - durante il Governo Berlusconi non era stata concessa a nessuno (ma solo perché non c'erano le premesse fisiche per poter lamentarsi del Governo Prodi anche in quei 5 anni, naturalmente).
Ce la immaginiamo, "Miky Viky B.", mentre gioca al Tennis della Libertà posando in minigonna con le gambe accavallate davanti a una telecamera per sparare a zero contro Prodi ogni volta che commette un doppio fallo o le va fuori una volèe.
Come ce la immaginiamo a cantare il suo personalissimo inno, La Frangetta della Libertà , parafrasando il tormentone del Deboscio e recitando con voce sintetica «Accumulo soldi / Vado a Porta a Porta / Vado a Otto e Mezzo / Vivo a Ballarò / Mi accosto i capelli rossi / Mi sposto i capelli rossi / Che bravo Berlusconi / Che bravo Giorgio Medail / Che bravo Emilio Fede / Che bella Rete 4 / Quanta creatività / Papy ti prego regalami un'industria / Regalami una televisione / Guardami guardami ho le gambe accavallate / Romano Prodi hai rotto le palle / Studia cretino!».
E ce la immaginiamo anche a incidere la sua prima Compilation della Libertà , con tutte le hit più forti del momento reinterpretate da lei, Mara Carfagna Brambilla, Gabriella Carlucci Brambilla, Elisabetta Gardini Brambilla e Aida Yespica Brambilla (forse la più seria candidata, di questo passo, a diventare un domani vicePremier di Miky Viky B.), con tantissime suonerie in regalo di telespettatori della Tv della Libertà che gridano in loop «Allora! Rispondi o ti è venuto un attacco convulsivo per colpa di Prodi?».
Certo, ce la immaginiamo anche a lanciare in edicola il suo settimanale Il Falò della Libertà , risposta gggiòvane e dinamica (come solo lei e ciò che fa lei sa esserlo) all'ormai obsoleto Vanity Fair, con le interviste di Angela Sozio Brambilla a tutti gli italiani scontenti del Governo Prodi.
Infine, ce la immaginiamo a produrre la sua esclusiva linea alimentare, Quattro Salti nella Padella della Libertà , pensata espressamente per coloro che non ce la fanno più a mandare giù ogni giorno i bocconi amari di questo Governo Prodi.
Già , non c'è che dire: ce la immaginiamo proprio. In fondo, quella di pensiero non è forse anch'essa una Libertà ?

