Mentre nelle nostre sale cinematografiche è atteso con interesse l'arrivo del nuovo lavoro di Sabina Guzzanti, Le Ragioni Dell'Aragosta, previsto per il prossimo venerdì 7 settembre - a proposito: chi si trova a passare in centro a Milano domani, 6 settembre, alle ore 18:00 non si lasci sfuggire la presentazione del film con la stessa Sabina e Pierfrancesco Loche all'Ottagono in Galleria Vittorio Emanuele -, nel resto del Paese è in atto una controtendenza storica sempre meno velata ispirata ad un altro crostaceo: quella di cancellare con un colpo di spugna Presente e Futuro e disseppellire, ripristinandolo tale e quale, ogni "Status Quo Ante" possibile.
Prendiamo la Scuola: depennate le tre "I" (Inglese, Informatica, Impresa/Innovazione) della Riforma Moratti, si torna a tabelline, sintassi, grammatica, tempo pieno ed esami di riparazione.
Oppure prendiamo la Religione: grazie a Joseph Ratzinger, i nostalgici della Messa in latino potranno finalmente trovare quell'appagamento spirituale che nemmeno le compilation One Shot, per esempio, hanno mai procurato ai nostalgici dei Festivalbar degli Anni '80.
O, perché no?, prendiamo la Società e il Costume: sua "eminemce" Camillo Ruini, dismessi i panni del presidente della Cei ma saldamente conservati quelli dell'opinionista reazionario, suggerisce per l'ennesima volta che venga - se non proprio abrogata del tutto - quantomeno 'rivisitata e corretta' la Legge sull'Aborto, aggiornandola (secondo lui) «ai progressi medico-scientifici», ovvero, con ogni probabilità , a quando non esisteva ancora la penicillina. E c'è chi (più o meno la stessa persona, con qualche segugio di turno) si sente in dovere di allestire Family Day e similari surrogati «per difendersi dai gay» che nemmeno 20 anni fa, in pieno boom di ambiguità e promiscuità varia, sarebbero mai stati nemmeno lontanamente immaginabili.
Quanto al fatto che, nel neonato Partito Democratico, ci siano personaggi di 56 anni che si candidano ad essere "il nome nuovo" della Politica, non c'è molto da aggiungere a quello che ragionevolmente pensa da mesi la quasi totalità della popolazione, indipendentemente dalle proprie simpatie di schieramento.
Intendiamoci: non c'è alcun dubbio che la Riforma Moratti abbia fatto precipitare il livello dell'Istruzione pubblica e privata a quello di un'infarinatura utile al massimo a partecipare ad Affari Tuoi e Cultura Moderna, ma non la si potrebbe prendere, allora, come opportunità per ridisegnare completamente l'assetto delle Scuole Elementari, Medie e Superiori adeguandolo finalmente a quelli che si sono gli attuali canoni internazionali, decisamente più all'avanguardia dei nostri - considerato non solo l'aspetto della formazione, ma anche quello dell'inserimento nel mondo del lavoro -? Siamo proprio sicuri che la soluzione di un problema odierno sia ricreare un problema di 5, 10, 50, 100, 1000 anni fa? Inglese e Informatica e non sono forse componenti fondamentali di una Istruzione moderna almeno quanto la sintassi e le tabelline? E se questo doveroso ritorno di fiamma per la Lingua Italiana è dettato da ragioni squisitamente intellettuali, perché poi i modelli che vengono propinati al pubblico come simboli di successo e realizzazione personale, o la stessa classe dirigente e politica, sono poco più che analfabeti con il diploma di terza elementare serale del Cepu?
Ancora: la Legge sull'Aborto (n.174 del 22 maggio 1978) rappresenta una conquista sociale di tutto il popolo italiano, rivendicata e confermata a gran voce attraverso un Referendum (17 maggio 1981): per quale motivo, oggi, una singola persona - seppure in rappresentanza di un intero Potere, quello ecclesiastico, peraltro in uno Stato laico - deve sentirsi autorizzata a chiederne la modifica dopo averne già a più riprese velatamente chiesta l'abrogazione in toto?
C'è, evidentemente, qualcosa che non funziona più nei meccanismi cronologici dell'Italia.
E va bene che il Tempo, secondo qualcuno, è relativo (non solo quello meteorologico), ma quanto manca al momento in cui qualche nostrano luminare proporrà di tornare alle carrozze per combattere l'inquinamento o ad entrare in convento per risolvere i problemi di precariato e disoccupazione?
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