Piacere, sono un film italiano.
Potrei intitolarmi "Cucina Interno Notte", "Io Amo L'Amore" o "Natale a Puttane", decidete voi. A me non cambia nulla. Tanto, a Cannes, non mi ci fanno entrare comunque: davanti alla porta d'ingresso del Palais du Cinéma gli organizzatori hanno messo un cartello con la mia immagine e la scritta «Io Non Posso Entrare». Proprio come i cannes (ah ah ah! Battutona! E poi non dite che i film italiani non fanno ridere...).
Insomma, cos'ho che non va?!?
Sono firmato da un regista onnipresente in tutti i salotti televisivi più alla moda e amico di tutti gli amici possibili e immaginabili. Ho un «cast stellare», come lo hanno definito i critici, con il vincitore dell'ultimo Grande Fratello, la Velina di Sgallettopoli, il bravissimo attore di ficscion, l'idolo delle teenager, la compagna del regista, il compagno del regista, il divo da "partecipazione straordinaria" e perfino un cameo della gnocca più gnocca del mondo, costato quanto tutto il resto della produzione messo assieme. E ho anche un soggetto che non può lasciare indifferenti, di quelli attentissimi alla nostra società e ai temi più scottanti del momento (tra cui la Famiglia, naturalmente): il marito che cornifica la moglie con una ragazzina di 19 anni conosciuta in chat, ma la moglie lo scopre e vorrebbe mollarlo; tuttavia, anche lei cade innamorata della ragazza, che poi ha un fratello che si invaghisce del marito e alla fine il marito muore e la moglie si mette col fratello gay dell'amante per stare vicina a lei... Cioè, è davvero coraggioso e innovativo, non trovate? I critici lo hanno incensato all'unanimità per la sua «coralità di sentimenti che sanno andare oltre le apparenze», non so se mi spiego!
Non capisco proprio come facciano a Cannes a non volermi in concorso...
Ah, e poi sono girato nei luoghi più pittoreschi e simbolici del nostro Paese: una cucina, l'ambulatorio di uno psichiatra, una galleria d'arte e in qualche scena anche un giardino e una piazza! Voglio dire, dove lo trovate all'estero un film in cui la camera si muove tutt'intorno al protagonista in piedi al centro di una piazza italiana?
No, scusate, ma della colonna sonora non ne vogliamo parlare? Altro che musical! La hit in testa alle classifiche? Ce l'ho. L'evergreen che conoscono tutti dai 6 ai 90 anni? Ce l'ho. Il lentone strappamutanda per la scena più drammatica che poi è anche quello che si sente nel trailer? Ce l'ho. Il pezzo introspettivo e «di qualità », di quelli che proprio ti fanno venir voglia di chiudere gli occhi e iniziare a sognare? Ce l'ho.
Insomma, cazzo! Non mi manca niente! Ho anche le parolacce, le scene di sesso completamente gratuite, il telefonino, una scopiazzatura di qualche altro film famoso (che però i critici hanno definito «omaggio», e i critici in questo caso hanno sempre ragione) e un uomo nudo messo in una postura da contorsionista così gli si vede il culo ma non il pisello!
Si può sapere cosa accidenti mi manca per entrare in concorso a Cannes?!?
Ho capito: è una persecuzione politica perché sono un film italiano. Stronzi. Ma sapete io cosa ci faccio adesso con la loro Croisette alla marmellata (ah ah ah! Questa è una battuta più sottile, perché in fondo sono un film «impegnato» e «d'autore»)?
Me la magno per colazzione.
Aò, ma chi 'cce vole annà a Cà nnes? Ma li mortacci vostra, ma vedete de pijarvela un pò 'nder culo in retromarcia, và ! 'Sti grandissimi fiji de 'na mignotta... Aò, ma chi 'vve se calcola? Ma chi 'vve conosce? Ma chi v'ha chiesto gnénte? Ma se stà tanto bbéne in Itaglia...
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