«Eppur si muove», come direbbe qualcuno. Nonostante tutti i continui ricatti morali e politici, nonostante tutti i continui insabbiamenti mediatici e giudiziari, nonostante tutte le continue repressioni civili e sessuali, negli ultimi mesi il fronte Anticlericale sta trovando - paradossalmente proprio in quei ricatti, in quegli insabbiamenti e in quelle repressioni - una esplosività espressiva che fino a qualche anno fa sembrava un'eresia anche soltanto immaginare.
Se, da una parte, stampa e res publica sembrano essere ancora saldamente sotto scacco della morsa e della mors vaticana, letteratura e arte dimostrano, invece, di volersene liberare radicalmente, denunciando tutte (o quasi) le iprocrisie e le incoerenze di duemila anni - ma sarebbero sufficienti semplicemente gli ultimi due - di potere temporale spruzzato di incenso e acqua santa e puntualmente giustificate da improbabili dogmi metafisici e miracolosi «Atti di fede». Atteggiamento che, viene da pensare, il pontificato Live Aid di Giovanni Paolo II non aveva evidentemente sollecitato con la stessa pervicacia del pontificato inquisitorio di Benedetto XVI e dei suoi fedeli discepoli, umili servi nella vigna del Signore esattamente quanto lui, elevatisi al rango di onnipresenze invasive e invadenti ben oltre i limiti consentiti dalla (presunta ed autoattribuita) investitura divina.
Al punto che il "No-Clerical" sembra essere diventato, curiosamente, una tendenza oltre che, auspicabilmente, una meritata punizione.
A battezzarla, forse involontariamente, è stata l'editoria - Codice Da Vinci e relativi cloni a parte -, che con un ritmo inusualmente serrato ha fatto uscire Di Nessuna Chiesa (Giulio Giorello, Raffaello Cortina Editore), Senza Misericordia (Discepoli di Verità , Kaos Edizioni), Contro Ratzinger (Anonimo, Isbn Edizioni), I Triangoli Rosa Di Benedetto XVI (Discepoli di Verità , Kaos Edizioni), Inchiesta Su Gesù (Corrado Augias e Mauro Pesce, Mondadori), Il Vicario Di Sua Santità (Discepoli di Verità , Kaos Edizioni), Perché Non Possiamo Essere Cristiani (Piergiorgio Odifreddi, Longanesi), Dio Non E' Grande (Cristopher Itchens, Einaudi), L'Illusione Di Dio (Richard Dawkins, Mondadori), Segreto Pontificio (Discepoli di Verità , Kaos Edizioni) e il colorito - ma non così improbabile - No No No! Ratzy Non E' Gay (Angelo Quattrocchi, Malatempora). Tutto questo dopo l'ascesa al soglio pontificio di Joseph Ratzinger, ovvero in poco più di 24 mesi. A cui vanno aggiunti gli isolati - e tuttavia, per questo, ancor più lodevoli - contributi dei periodici (uno su tutti, Mucchio Selvaggio, compreso il numero di ottobre attualmente in edicola) e a cui va aggiunto il moltiplicarsi di caricature, allegorie e deformazioni che hanno lo stesso Ratzinger come oggetto (una su tutte, la criticatissima scultura Miss Kitty di Paolo Schmidlin).
Riesce difficile, insomma, non interpretare un simile riflusso anticlericale come conseguenza diretta della discutibile barricata reazionaria innalzata da Benedetto XVI e quotidianamente contraddetta e svilita, quando non addirittura coperta di ridicolo (ogni riferimento ai mocassini traslucidi rossi di Prada è puramente casuale), da atteggiamenti di volgare ipocrisia e di nessuna autentica caratura spirituale e vocazionale.
Senza contare che, per ogni libro che viene pubblicato e per ogni servizio o reportage che viene mandato in onda, ce ne sono a decine, se non a centinaia, che vengono soppressi, censurati e/o accuratamente edulcorati nelle forme e nei contenuti, e per ogni scandalo che viene faticosamente portato in superficie ce ne sono a centinaia, se non a migliaia, che rimangono beatamente - è proprio il caso di dirlo - nel sottobosco del taciuto e del mascherato.
E se dobbiamo tenere fede all'immagine del Diavolo che ci tramanda la stessa cultura cattolica, ovvero di un'entità che sotto mentite spoglie apparentemente innocue mira a scardinare la Chiesa rovesciando la Parola di Dio, beh... Verrebbe da pensare «A buon intenditor, poche parole».

