L'Atletica, il Basket, la Ginnastica, il Nuoto, la Pallavolo, la Scherma, lo Sci, il Tennis (in ordine alfabetico): sono soltanto alcuni dei cosiddetti «Sport minori» che non godono più - o non hanno mai goduto - di alcun interesse e di alcuna visibilità da parte dei media italiani, indipendentemente dal numero degli appassionati e/o dai risultati ottenuti dai nostri atleti. L'ultimo caso, clamoroso e simbolico, è quello della vittoria di Denise Karbon nello slalom gigante di inaugurazione della Coppa del Mondo di Sci 2007/2008 di sabato scorso a Soelden, ennesimo esempio di «Chi l'ha visto?» prima, durante e dopo la gara. Come se non fosse mai nemmeno andata in pista, a parte qualche ritaglio di giornale e un paio di immagini montate frettolosamente tra un gol e un moviolone.
Un trattamento ben diverso da quello riservato al Calcio e ai Motori, ormai le uniche discipline definibili «maggiori» rimaste in Italia, di cui invece si parla a profusione 365 giorni l'anno su qualsiasi canale e su qualsiasi supporto.
A pensarci bene, il processo di eliminazione progressiva degli «Sport minori» da tutti i palinesti in chiaro - ma anche sul fronte satellitare la situazione non è poi molto diversa - è in atto già da diversi anni, e forse l'aspetto più sconfortante è che sembra non esserci altra legge al di fuori di quella commerciale legata a diritti e sponsorizzazioni a poter intercedere in favore di un'eventuale (e sempre più remota) inversione di tendenza. Anche perché le scuse ufficiose accampate da televisioni e giornali sono sempre le stesse - «mancano i soldi», «mancano i tifosi», «mancano i campioni» - nonostante i soldi per il Calcio non manchino mai (neppure quando mancano davvero), nonostante l'alibi dei tifosi sia un gatto che si morde la coda (come si può essere attratti da uno Sport che non si vede mai?) e nonostante di campioni italiani siano pieni molti «Sport minori». Che vivono, nella migliore delle ipotesi, un paio di settimane ogni 2 o 4 anni in concomitanza con i Mondiali o le Olimpiadi per poi tornare nel completo anonimato pur avendo fatto registrare una vendemmia di medaglie.
E' vero: ci si può sempre abbonare a Sky e tamponare, almeno in parte, l'emorragia di «Sport minori» sui canali terrestri.
Chi è abbonato a Sky già da tempo, tuttavia, fa notare come la tendenza sia esattamente la stessa: oltre al pacchetto di canali dedicati specificamente al Calcio, anche quelli teoricamente trasversali stanno saturando le proprie trasmissioni con partite - addirittura di campionati stranieri in replica -, talk show, speciali e rotocalchi che hanno uno ed un solo filo conduttore: il pallone. E quando non è il pallone sono le 2 o le 4 ruote.
C'è stato, per la verità , il breve e sporadico intermezzo del Wrestling a fare da "terzo incomodo" come già negli Anni '80, ma sappiamo bene tutti che il Wrestling, più che uno «Sport minore», è una variante da palazzetto del Grande Fratello, un reality show dove tutto è combinato preventivamente e recitato nemmeno troppo bene.
L'impressione è che, ancora una volta, per chi ha il potere di decidere sia molto più facile (e "democratico") scontentare tutti anziché accontentare solo qualcuno. A meno che, naturalmente, quel qualcuno non sia se stesso...
E tu cosa ne pensi?
Sei d'accordo con la scelta di televisioni e giornali di occuparsi solamente di Calcio e di Motori, o vorresti vedere gare, partite, tornei e campionati anche di altre discipline sportive che ti interessano di più?
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