:Terza puntata:
Riassunto delle puntate precedenti » Lungo la strada di una metropoli, ai piedi di un graffito, è stato trovato morto il Buon Senso. Unico indizio, tre impronte di vernice. Benpensanti e amministratori non hanno dubbi: i colpevoli sono inequivocabilmente tre Writers, gli "imbrattatori interdetti e maledetti" che uccidono la preziosa cultura (e l'altrettanto preziosa civiltà ) del nostro belpaese a suon di inconfondibili scarabocchi. E fanno nomi precisi: Airone, Atomo e Kayone.
Grazie alla sua efficace arringa difensiva, però, Airone riesce a convincere la Giuria di non essere stato lui ad ammazzare il Buon Senso con i suoi spray. Il colpevole, dunque, è ancora a piede libero, e sul banco degli imputati rimangono Atomo e Kayone. Sapranno dimostrare, a loro volta, la propria innocenza, o dovranno invece rassegnarsi a confessare il delitto? Non resta che scoprirlo!
Entri dunque in aula l'imputato Atomo...
Lungo la strada di una grande città , ai piedi di un graffito, è stato ucciso il Buon Senso. Gli unici indizi ritrovati sulla scena del delitto sono tre impronte di vernice, di cui una - secondo i soliti benpensanti che vedono voi writers come il fumo negli occhi - appartenente proprio a te. Per prima cosa: hai un alibi?
Sì, ho un alibi. Quel giorno, con il gran freddo che faceva, la bomboletta non spruzzava bene ed è per questo che ho lasciato impronte un po' in tutta la città . Erano i tentativi di utilizzarla per colorare dei brutti muri ma ad ogni accenno di spruzzo sgorgavano solo goccioloni e si rifiutava di esprimere estro su quegli obbrobri grigi. Se seguite l'itinerario lasciato dallo spray, vedrete che sono finito al bar a farmi consolare dalla mia amica cameriera e lei testimonierà che a quell'ora non ero lì. Le cameriere hanno sempre avuto un debole per chi cerca di colorare il mondo...
Ti viene data la possibilità di esprimere liberamente la tua arringa difensiva. Come sostieni la tua innocenza di fronte a chi ti accusa di uccidere il Buon Senso attraverso la tua "Arte"?
Il Buon Senso è morto tanti anni fa e per dimenticarlo in fretta hanno deciso che non occorreva neanche la commemorazione annuale che avrebbe comportato un giorno di festività e rallentato la frenesia quotidiana. E' morto il giorno che hanno inventato il Piano Regolatore in funzione delle sopravvenute esigenze di non tenere più in considerazione le esigenze di chi deve vivere in città . Poi hanno infierito sul suo cadavere decidendo che anche il Piano Regolatore non era più un'esigenza di fronte alle sopravvenute esigenze degli amici del cemento, e quei 4 angoli verdi della città erano molto più utili come parcheggi e che, per salvaguardare le ultime architetture storiche e di pregio, era più utile costruire enormi e moderni grattacieli a fianco a palazzi antichi per meglio valorizzarli.
Non contenti, hanno poi stabilito che per eliminare le differenze di classi tutto doveva essere rigorosamente di color grigio per adeguarsi al bon ton degli impiegati di banca e richiamare le splendide sfumature dei piccioni milanesi che tanto si accostano allo splendido cielo sovrastante. Qualcuno ha provato a resuscitare il Buon Senso con i colori dell'arcobaleno che infondono gioia e serenità e che piacciono tanto ai milanesi quando sono ancora bambini, ma le oscure forze del male grigio che hanno il sopravvento sui milanesi adulti sono purtroppo preponderanti ed ogni tentativo è risultato vano...
Se la vernice fosse sangue, a chi apparterrebbe? Alle strade e alle città , a chi la usa, al Buon Senso stesso?
Il sangue appartiene a quei cittadini ancora ignari della perdita del Buon Senso che si ostinano pervicacemente a considerare il luogo in cui devono vivere, lavorare, gioire, riprodursi un posto che rispetti la natura umana dell'uomo e non un amorfo e opprimente contenitore brulicante di non luoghi architettonicamente osceni, deprimenti e rigorosamente grigio...
A fronte di molti politici, critici e rappresentanti istituzionali che ti/vi accusano, Vittorio Sgarbi - al contrario - ti/vi difende. Questo ti rassicura o temi che possa essere un'ulteriore prova a tuo/vostro discapito?
La Politica è l'arte della mediazione pur nelle diversità di vedute. La Politica ha l'obbligo di superare i conflitti per migliorare la vita di una comunità non di acuirli per insipienza. Quando la Politica viene sostituita dalla mediocrità e dal cinismo in funzione di un comodo riconoscimento economico e personale nulla diventa rassicurante. La voce si fa grossa per urlare sempre più e un non problema viene trasformato nel problema.
E' difficile, in questo caso, incontrare qualcuno capace di discernere e fare differenza tra un gesto d'amore nei confronti di una città stuprata dalla più vergognosa speculazione, come vogliono essere i graffiti, tra le piccole problematiche quotidiane che, da quando esiste il mondo, caratterizzano la gioventù, quella febbre che rappresenta il motore vitale che fa girare tutto, e le vere tragedie di una comunità , i suoi diritti negati, le sue aspettative disattese, i bisogni non riconosciuti. Che un politico, ancorché personaggio sopra le righe, riconosca un valore artistico ai graffiti, con o senza doppio fine, rimane cosa positiva tanta è la sua unicità in quel gran paesone in provincia di monza che è Milano. Rappresenta l'unica voce fuori dal grigio coro anche se non incide né come prova a carico o a discarico, perché comunque processo e sentenza sono già stati decisi, sacrificando per l'ennesima volta il buon senso alle esigenze della politica, quella dei mediocri che è tanto in tinta col grigio della città , ed il verdetto, inequivocabile è colpevole, colpevole, colpevole...
A questo punto, se non sei tu (e non è qualcuno dei tuoi colleghi), chi è il vero colpevole? Chi ha ucciso il Buon Senso, e qual è stato il suo movente?
Chi ha ucciso il Buon Senso lo recita il refrain di una canzonetta in voga tempo fa... Sembra un eccesso di fantasia ma in realtà , spesso, la realtà supera l'immaginazione: «Forse è stato l'Uomo Ragno, forse la pubblicità , forse quelli della Mala»...
Il buon senso non può esistere con gli interessi del commercio. Eh, troppo facile, se no nel periodo natalizio quando lo smog milanese tinge il grigio di nero cupo, chiuderemmo la città al traffico automobilistico e non lasceremmo libera circolazione solo perchè i negozianti del centro sostengono che non potrebbero lavorare nel caso di blocco! Oppure prima di cancellare un bellissimo graffito dedicato ad un ragazzo della città barbaramente e vigliaccamente ucciso sulla sponda della Darsena, che crolla per mancanza di manutenzione, ci preoccuperemmo di salvaguardare uno degli angoli più belli e storici di milano... E non ci costruiremmo un parcheggio...
Gallery
La fotodifesa di Atomo
Prova #1: foto © Jacopo Barsotti
Prova #2: foto © Livio Senigalliesi
Prova #3: foto © Jacopo Barsotti
Prova #4: foto © Jacopo Barsotti
Credits: l'immagine in testa all'articolo è © Jacopo Barsotti
Per conoscere meglio Atomo e la sua opera, visita il suo Sito Ufficiale!
Leggi le puntate precedenti:
1. Introduzione
2. Intervista ad Airone
Appuntamento a domani con la terza intervista!
Sul "banco degli imputati": KAYONE

