Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato i dati sull’anno scolastico che si è appena concluso. E a noi, da queste parti, va di commentarli un po’ alla rinfusa, soprattutto quelli che ci sembrano più interessanti…
Quindi, in ordine rigorosamente sparso, ecco quanto è emerso:
- Italians do it better, allude sicuramente all’estro e ad altre performance più colorite del nostro popolo ma non alla matematica. Il Ministero, infatti, ha dichiarato un vero e proprio stato di calamità sulla questione dei numeri. Gli studenti italiani sono indebitatissimi quando si parla di algebra e geometria! E’ stato proclamato lo stato di “emergenza didattica”. Personalmente non posso che sentirmi solidale con i ragazzi perché in matematica ho sempre ambito al 5. Però, forse, bisognerebbe indagare le cause di questa sciagura: come mai stiamo messi così male? Forse la risposta è antropologica: il sole, il mare e lo stile di vita del Bel Paese non si coniugano con il sacrificio imposto dai numeri (certo che più raffazzonata di così, questa teoria…)
- Italians do it better… in Italian! Altra lacuna nazionale, come sempre, sono le lingue straniere. Anche qui, debiti da capogiro. Dovessi improvvisare un’altra spiegazione faticherei di più… Considerando che l’italiano, ahinoi, è parlato a casa nostra e basta (a parte le località turistiche straniere prese d’assalto dagli italiani) e considerata la valanga di parole inglesi penetrate nell’italiano corrente grazie alle nuove tecnologie, questo dato stupisce parecchio. Siamo conservativi, pare, ma poi quando si tratta di sfoggiare un anglismo non vediamo l’ora. Quindi continuiamo a essere anche provinciali. Questa è l’unica certezza.
- Women do it better. Le femmine studiano di più, sono più secchione, sono quelle che dalle prime file passano i compiti di latino e greco ai maschi fannulloni. Lo dicono i dati… Sarà che sin dai banchi di scuola le femmine apprendono l’antica e ardita arte di tenere in piedi la famiglia (ovvero la classe).
- South Italy do it better. La Calabria vanta il primato di regione con il maggior numero di promossi. La palma delle bocciature va nel Nordest, a parimerito Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con il vento federalista che soffia ultimamente converrebbe tenere presente anche di questi numeri…
Ecco il nostro approssimativo bilancio. A proposito, manca il dato più importante: la Smemo è sempre la numero 1!
Buone vacanze

