Sembra che tutti se ne siano accorti di botto, ma le scuole italiane cadono a pezzi da un po'.
Eppure, quando si leggono notizie come questa
"Uno studente è morto e almeno una ventina sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravi (per uno si teme addirittura una paralisi permanente) per il crollo di un controsoffitto al liceo «Darwin» di Rivoli, grosso centro in provincia di Torino." (da Corriere.it)
si rimane attoniti. E ci si incazza, ma senza sapere bene con chi prendersela.
Forse tardivamente, tutti si preoccupano dello stato degli edifici scolastici.
Guido Bertolaso, capo della protezione civile dichiara che
"Le scuole «andrebbero sistematicamente sottoposte a manutenzione straordinaria ed è evidente che questi interventi siano ancora più urgenti nelle zone a rischio sismico». Per mettere in sicurezza i circa 57mila istituti scolastici italiani - pubblici e privati - servirebbero, secondo la stima fatta dal sottosegretario, 13 miliardi di euro. «È uno sforzo economico non indifferente, una spesa difficilmente sostenibile» ha aggiunto il capo della Protezione Civile sottolineando che l'intervento prioritario sarà assicurato alle scuole nelle zone ad altissimo e alto rischio sismico, per un costo di circa 4 miliardi." (da Corriere.it)
Da dove usciranno tutti questi soldi? Per ora, non si sa.
Di tutta la faccenda, una cosa rimane: molti hanno iniziato a porsi il problema.
Ecco la mappa del rischio pubblicata da Repubblica.it.
Sperando che tutto questo parlare serva davvero a qualcosa.

