L’ultima tragedia in ordine cronologico riguarda i 70 clandestini che risultano dispersi al largo della costa maltese, mentre 8 sono stati recuperati circa 40 miglia a sud dell'isola.
L’associazione Medici senza frontiere riferisce un bilancio di 380 clandestini morti nel Canale di Sicilia durante i primi sei mesi di quest'anno, dopo i 500 nel 2007.
25/12/1996.
Nella notte di Natale avviene l'incidente più grave, rimasto a lungo nel mistero. Quasi 300 clandestini muoiono annegati nel mare tra Malta e la Sicilia. A causare il naufragio, lo scontro tra il cargo libanese "Friendship" e la motonave Yohan.
20/06/2003.
Una barca con a bordo 250 immigrati clandestini naufraga in acque internazionali, al largo della Tunisia. Il bilancio ufficiale è di 50 cadaveri restituiti dal mare. I dispersi sono 160, ne sopravvivono 41.
20/10/2003.
Gli immigrati che viaggiavano su un barcone della speranza, disperso nel canale di Sicilia e soccorso dalla guardia costiera, raccontano che almeno 70 persone sono morte durante la traversata e sono state gettate in mare.
4/10/2004.
Un'imbarcazione che trasporta in Italia 75 immigrati clandestini s’inabissa durante la notte davanti alle coste della Tunisia: 17 persone muoiono annegate. Altri 47 sono disperse e 11 vengono salvate dalla guardia costiera tunisina. Il naufragio avviene al largo della città di Chott Meriem, 170 chilometri a sudest di Tunisi, proprio poche ore dopo che l'imbarcazione è salpata verso l'Italia.
19/08/2006.
La Marina Militare italiana soccorre un natante con 120 clandestini a bordo. Il barcone si rovescia per il peso degli immigrati, accalcati su una fiancata in attesa di essere salvati: 10 cadaveri sono recuperati e 40 persone risultano disperse.
12/05/2008.
66 immigrati clandestini tentano di raggiungere l'Italia su un barcone che va alla deriva per giorni. 47 persone muoiono di fame e freddo a bordi e vengono gettate in mare dai compagni, altre 3 sono ritrovate cadaveri nella barca, affondata nei pressi di Monastir (Tunisia).
Questi non sono gossip estivi, non fanno vendere i giornali.
Questi naufraghi non finiranno sull'Isola dei famosi, non fanno accendere gli schermi della sera.
Ma hanno il diritto di essere ricordati. E noi, abbiamo il diritto di far sentire la nostra voce, perché simili tragedie non accadano più.

