Un muro gigantesco campeggia nel cuore di Washington DC e accoglie, da mercoledì, appelli commossi, auguri, proposte d'azione e preghiere…
È grande come un cartellone stradale, ma già insufficiente a contenere le richieste e le incitazioni dei tantissimi sostenitori di Barack Obama: in russo, in portoghese, in aramaico, in coreano, in cinese, in giapponese, in arabo…
L'idea del “muro della speranza†è venuta a un'organizzazione internazionale di attivisti per la pace, la "Avaaz" (in hindi e urdu significa"la voce" o il "suono"), che ha eretto il cartellone bianco nel cuore del Mall, la spianata d'acqua e di prati che ospita tutti i segni e ricordi della storia americana, da Lincoln nel suo mausoleo neoclassico, alla ferita di marmo nero tagliata nella terra con i nomi dei 58.000 caduti in Indocina.
L’obiettivo dei promotori è di raccogliere 1 milione di firme e messaggi per Obama.
"Per favore, Obama, non punire il popolo iraniano per le colpe dei tiranni che lo governano", firmato Golberg Barzin.
"Assalamaleikum" gli augura Zainudin dalla Malaysia, "da un musulmano la speranze di lavorare insieme fratello per un mondo miglioreâ€.
“Ti ho aspettato tutta la mia vita e sei arrivato", annota un kenyano, mentre una classe di bambini tutti neri ride e si sgomita per appiccicare fotografie con lo scotch.
Ai piedi del tabellone, decine di pennarelli neri e rossi stanno sparsi o raccolti in ciotole di plastica, a disposizione di chi vuol aggiungere il proprio segno.
Anche voi potete mandare un messaggio, uno schizzo, un augurio. Basta cliccare su: www.avaaz.org/it/million_messages_to_obama
Mentre se volete inviare una foto, speditela per email a obamawall@avaaz.org

