A volte capita di leggere delle notizie, magari distrattamente – quando si sfoglia il giornale al bar oppure on line – che all’improvviso ti lasciano così sbalordito da farti pensare: “Impossibile, questa non è vera, è una bufala”. Oppure ci sono titoli così eloquenti che non hai bisogno nemmeno di addentrarti nell’articolo perché il titolo, per l’appunto, dice già tutto.
Questo è quello che mi è successo leggendo dell’attacco di Umberto Bossi ai prof del Sud. Prima mi sono detta “Non ci credo, avranno travisato”, poi – quando ho capito che era tutto vero – mi sono detta: “Ma che lo scrivo a fare un pezzo su quest’esternazione che tanto si commenta già da sé?”.
E invece eccolo qua, il mio modesto commentino. Non saprei bene da dove partire, forse da alcune possibili similitudini.
Per esempio mi immagino, in Gran Bretagna, un grande leader politico inglese prendersela a morte con i prof scozzesi che insegnano nel sud del Paese perché danno maggiore spazio alla storia dei patrioti scozzesi piuttosto che a quella della regina d’Inghilterra. Oppure in Francia potrebbe succedere che un politico originario della Normandia o della Bretagna si infuri con gli insegnanti della Provenza perché spendono troppo tempo a parlare della Chanson de Roland rubando ore preziose alla gloriosa storia dei Vichinghi. O, ancora, negli Stati Uniti un noto politico del Wisconsin potrebbe inveire contro gli insegnanti che arrivano dal New England ai quali interessano solo i Padri Pellegrini e non sanno niente di mucche e agricoltura. Forse la carrellata potrebbe durare all’infinito e sembrare sempre più surreale.
Ma d’altronde l’esternazione di Bossi intendeva questo: nella purissima Padania gli insegnanti che vengono dal Sud non hanno la stessa sensibilità verso la storia delle origini del regno padano, e quindi preferiscono tralasciarla, creando immensa frustrazione nell’orgoglio (federale) degli studenti. Naturalmente nessun cenno al sacrificio che possa rappresentare per un insegnante alle prime armi e in cerca di una cattedra stabile lasciare la sua terra e i suoi affetti per trasferirsi a molti km da casa.
Tuttavia, a difesa del senatur, circola anche un’altra versione dei fatti: pare che il figlio sia stato bocciato alla maturità scientifica anche e perché ha avuto il coraggio di presentare una tesina su Carlo Cattaneo e il federalismo. E sì che si trattava di un lavoro molto ben documentato. Magari di una favola che il candidato Bossi si è sentito narrare dalla più tenera età .
Ci dispiace molto che debba ripetere l’anno. Magari la prossima volta gli conviene prepararsi su un tema storico più in voga al Sud. Per esempio, le origini del brigantaggio…

