ALLA FINE I CONTI TORNANO
Primo: era venerdì 17, l’anno lasciamolo perdere.
Secondo: andavo a diplomarmi in ragioneria.
Terzo: andavo forte solo in italiano.
Ero la prima di un lungo elenco di secchione. Ero l’unica che aveva portato italiano come prima materia e forte di un 7/8 preso nel tema scritto, mi sono lanciata in un improbabile confronto tra lo stilnovismo di Dante e lo stilnovismo di Montale. Giuro che esiste, anche se non ricordo più nulla. La Commissione, ci tengo a dirlo, composta da membri esterni ebbe un sussulto, non so ancora se per l’azzardato confronto tra Dante e Montale o se per una marziana che voleva diplomarsi in ragioneria.
Quarto: dopo la prima materia, italiano, fu scena muta su diritto. La Presidente di Commissione mi chiese come mai non avevo pensato prima di intraprendere studi umanistici e mi congedò. Devo dire che ero felice, perché le secchione di cui sopra, mi cascarono clamorosamente su “chinati i rai fulminei”. Come si fa a non sapere che i rai fulminei sono gli occhi di Napoleone descritti dal Manzoni nel 5 maggio? E che ti serve nella vita, invece, sapere che esiste un’iva a debito e un’iva a credito?
Quinto: il 24 luglio seppi che ero ragioniera con 39/60, non me lo meritavo, avrebbero dovuto darmi al massimo un 36, se non pregarmi di ripresentarmi l’anno successivo.
I tre punti sono certa che li devo allo stilnovismo…
p.s. a proposito la seconda prova scritta “tecnica aziendale” l’ho consegnata in bianco, ma senza spocchia.
La mia Smemoranda di quell’anno era color argento con i quadretti rosa e i commenti di GinoeMichele con le calligrafie originali, mannaggia adesso scoprirete quando mi sono diplomata e di conseguenza quanti anni sono passati.
ISABELLA PANSERA
Responsabile Ufficio Stampa di Zelig-Bananas, come volevasi dimostrare, non era necessario che studiasse l’Iva a debito e a credito e forse neanche lo stilnovismo.

