IMPOSSIBILE VIVERE DI RENDITA
Capitava che frequentassi il liceo classico e che fossi il primo della classe. E poi che avessi uno zio, cioè uno zio di mia madre, un prete dotto, anzi un monsignore, che da marzo a ottobre tuonava in chiesa contro il dispotismo ormonale e le ragazze in minigonna (sebbene in paese ce ne fossero appena un paio degne di nota). Don Gennaro (si chiamava così) aveva già insegnato per anni nel liceo che frequentavo, e tutte le sere mi riceveva in casa dalle diciotto alle venti per un ripasso generale. Impregnava di teologia qualunque cosa, da Plutarco ai crepuscolari, ma mi teneva lì e mi lasciava andar via solo quando era sicuro che nessun altro in classe, il giorno dopo, avrebbe risposto e argomentato meglio di me. Poi all’improvviso la trombosi, che lo tenne si in vita, ma con una mobilità ridottissima. Non poteva più sfogliare per il sottoscritto, ad esempio, il pesantissimo vocabolario di greco, o parlare senza provare fatica. Ero finito. In quel momento un trombo denso e disumano colpì anche i miei brillanti risultati scolastici. Impossibile vivere di rendita: si può fare, ma a patto di rintuzzare ogni tanto con picchi per me ormai impossibili da riavvicinare. L’esame di maturità ne risentì, ovviamente. Portai a casa un quaranta basso di stampo punitivo e il pietoso disprezzo che il corpo docente indirizza a chi “si addormenta sugli allori”. Avrei voluto raccontare la verità , a sorpresa, durante gli orali, ma non se ne fece nulla e la Grecia mi aspettava.
NOTE BIOGRAFICHE
Antonio De Luca oggi è autore televisivo di successo.

