Appuntamento al Palaisozaki di Torino, domani sera alle 21: il meglio della musica italiana si esibisce in occasione del No Nuke!
Contro il ritorno al nucleare, per politiche energetiche più pulite e consapevoli, si esibiranno:
SUBSONICA
BUGO
AFTERHOURS
LINEA 77
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
HARRY LOMAN
Abbiamo fatto due chiacchiere con C-Max, chitarrista dei Subsonica: ci ha spiegato perché partecipare è tanto importante.
Smemo: Per il No Nuke!, la vostra è più che una semplice adesione. Perché sostenete questa battaglia?
C-Max: Perché al di là delle singole posizioni di esponenti del mondo scientifico, non percepiamo ancora una reazione compatta da parte della politica contro i progetti di ripristino delle centrali . Il nucleare è un tema, che coinvolgendo il territorio, risente del peso dell'opinione pubblica e la musica è un veicolo di comunicazione. Fino ad oggi abbiamo assistito ad una campagna martellante su stampa e televisione, volta a indebolire i legittimi pregiudizi nei confronti di una tecnologia costosa, obsoleta che non ha mai risolto criticità e rischi. Una campagna, tra l'altro, piena di equivoci, uno su tutti che le centrali nel nostro paese risolverebbero l'emergenza del costo del petrolio, come se potessero essere costruite chiavi in mano prima di una decina di anni. Nel frattempo abbiamo però assistito a guasti, anche gravi, ad impianti nucleari in Francia, Slovenia, Belgio. Quando poi Scajola ha parlato di tre centrali nucleari in Piemonte, abbiamo pensato di incominciare a muoverci sotto la stessa denominazione: "No nuke", quella utilizzata dai gruppi rock americani durante gli anni '70. Con un rapidissimo tam tam abbiamo raccolto l'immediata adesione degli altri gruppi per due grandi concerti, uno a Roma e l'altro a Torino.
Alcuni dicono che l'energia nucleare sia quella del futuro: che sia pulita, e che sia la soluzione giusta. Cosa rispondete?
Che non è di questa generazione il cosiddetto "nucleare pulito",e non ha nulla a che vedere con le centrali che verrebbero costruite in Italia. Altro equivoco. Poi c'è il fatto che le spese per la costruzione, la sicurezza, la strutturazione di tutto il ciclo necessario anche allo smaltimento (e tutt'ora su questo argomento non ci sono altro che tentativi non si sa quanto costosi) sottrarrebbero energie e risorse allo sviluppo delle tecnologie rinnovabili. Ora, a proposito del problema dei carburanti, almeno un prototipo di auto solare lo abbiamo visto. Di una Panda a propulsione nucleare non sentiremo mai parlare.
Perché l'impegno sui temi che girano intorno alle scelte energetiche è così importante?
Oltre alla salvaguardia di quello che mangiamo beviamo e respiriamo, l'interesse per energie e ambiente è anche una cura per guarire il nostro tempo dall''"assenza di futuro".
La precarietà di oggi non è solo una condizione di incertezza lavorativa, ma una debolezza diffusa, l'effetto di una una vacuità endemica . Se non ci riappropriamo di una prospettiva, una direzione, un sogno collettivo indirizzato verso il futuro, continueremo a sentirci deboli.
Cosa possiamo fare noi, come singoli, per dare il nostro piccolo contributo?
Il fatto che la qualità del nostro ambiente dipenda da piccoli gesti individuali, pratici, quotidiani ci rimette in gioco come collettività . Non occorre diventare ambientalisti di professione per contribuire in modo determinante a quella che è la più urgente energia pulita : il risparmio.

