"Impegnarci di più nel campo della disciplina": è con queste parole che la ministra Mariastella Gelmini approva l'intenzione della preside del Liceo Aristotele di Roma di installare telecamere contro gli atti di bullismo nel suo istituto: "Le telecamere vanno benissimo come deterrente e come strumento di controllo, afferma Mariastella e aggiunge, "ma non sono la soluzione. Occorre prima educare e poi vigilare".
Questa l'intenzione della preside del liceo romano, ma presto non si escludono seguiti dello stesso filone di pensiero anche per i presidi di altri istituti.
Una proposta che dovrebbe farci riflettere. Come si può accettare una tale idea?
Gli anni del liceo, da che mondo è mondo, si dicono gli anni piu belli della vita. Certo uno se ne acorge dopo, ma se si pensa alla spensieratezza e alla libertà che ognuno di noi ha nell'affrontare proprio quegli anni, vengono i brividi al pensiero di studiare, ridere e scherzare, sapendo che si è sempre sotto controllo, durante quelle sei ore.
Cosa sta diventando la scuola? Se la cerchiamo sul vocabolario troviamo: "istituzione a carattere sociale che, attraverso un'attività didattica organizzata e strutturata, mira a dare una formazione umana e culturale". Uno di questi ultimi due termini sembra molto importante: umano. Sfogliando ancora il dizionario, troviamo "umano: benigno, affabile, comprensivo verso gli altri". La scuola dovrebbe dunque insegnarci a essere più umani, sulla base dell' interazione sociale tra più persone. E allora, perchè d'ora in poi dovremmo esser controllati e studiare sotto l'occhio vigile di una telecamera? Il grande occhio non rischierebbe di portare via gli anni più belli e spensierati degli adolescenti?

