E' iniziato questa mattina, nel palazzo di giustizia di Perugia, il processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati dell'onicidio volontario di Meredith Kercher.
I due imputati devono rispondere sia delle accuse di violenza sessuale e furto, mentre solo l'americana Amanda, è accusata anche dell'accusa di calunnia aggravata nei confronti di Patrik Lumumba. Il delitto è stato sin dal primo momento catalizzatore di tutti media mondiali, tanto che oggi, a seguire il processo, non è presente solo la stampa italiana, ma anche quella estera: infatti sono stati accreditati 77 testate di Italia, Gran bretagna, Stati Uniti e Germania con 140 tra giornalisti, fotografi e cineoperatori. Per contenere gli orperatori del settore, è stata allestita all'interno del tribunale, una sala stampa con un collegamento video che consentirà di assistere alle varie fasi del processo.
La mattina del 2 novembre del 2007, l'inglese 22 enne Meredith Kercher, in Italia per il progetto Erasmus, viene ritrovata morta con una profonda ferita alla gola, nella sua camera da letto , in un casolare di Via della Pergola a Perugia, dove la giovane divideva l'appartamento con altre ragazza tra cui l'imputata Amanda Knox.
La polizia postale è stata la prima a recarsi sul luogo del delitto, perchè stava svolgendo controlli su due telefonini cellulari rinvenuti nel giardino di una abitazione poco distante dal casolare. All'arrivo della polizia i due fidanzatini, Amanda e Raffaele dicono d'esser appena arrivati e di aver trovato confusione all'interno della casa, e la porta della camera da letto di Meredith chiusa a chiave.
Da qui il ritrovamento di Mez, che giaceva semi nudo e coperto con un piumone.
Il 6 Novembre la polizia arresta Amanda, Raffaele e il congolese Patrik Lumumba Diya di 38 anni, gestore del pub dove la ragazza americana lavorava, accusato dalla Knox come possibile assassino della povera Meredith. Subito le smentite delle accuse al congolese, perchè in quella sera si trovava nel suo locale. Versione questa confermata anche da un testimone, un professore universitario, cliente del pub.
La polizia scientifica intanto si reca più e più volte sul luogo del delitto e anche a casa del Sollecito dove il 15 Novembre, viene ritrovato un coltello da cucina con tracce di Dna delle due ragazze. Il 19 Novembre è la volta di Rudy Hermann Guede, giovane ivoriano, accusato di omicidio, e incastrato dal ritrovamento dell'impronta lasciata sul cuscino insanguinato di Meredith, il cromosoma Y isolato sul tampone vaginale della vittima e su un frammento di carta igienica.
Il 29 ottobre 2008, Rudy Guede, aveva scelto il rito abbreviato,ed è stato riconosciuto colpevole, e condannato a trent'anni di reclusione.

