Due settimane al via. Ma non si sa ancora come: fra professori che mancano, bidelli e tecnici lsciati a casa, soldi che non ci sono, è già tanto se trovate i banchi e la lavagna. I giornali scrivono cose così, in questi giorni:
Sarà un autunno caldo per la scuola. Le proteste si moltiplicano e si estendono in tutta Italia. I tagli agli organici stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie, soprattutto al Sud. Ma non solo: gli alunni disabili avranno a disposizione meno ore di sostegno e le classi saranno ancora più affollate. Una situazione che rischia di scoppiare proprio con l'avvio dell'anno scolastico e con l'apertura delle scuole. La prima protesta è scoppiata dopo Ferragosto a Palermo. Ma è certo che nei prossimi giorni seguiranno altre manifestazioni.
Dopo lo sciopero della fame dei precari palermitani, dilaga la protesta in tutta Italia. Quello di settembre, ormai alle porte, per il personale della scuola decimato dai tagli del governo Berlusconi, si preannuncia come il mese delle proteste. E l'anno scolastico quasi certamente partirà senza migliaia di supplenti in cattedra. (Repubblica)
Intanto, le operazioni per l'avvio dell'anno scolastico procedono a rilento e l'apertura delle scuole è ormai alle porte. Dopodomani, primo settembre, al consueto collegio dei docenti di inizio anno mancheranno quasi tutti i supplenti: circa 120 mila docenti, che non potranno partecipare all'organizzazione delle attività . Il rischio, ormai concreto, è quello di non averli neppure per l'inizio delle lezioni. In provincia di Roma, a titolo di esempio, le assegnazione degli incarichi è stata calendarizzata dal 2 all'8 settembre. Le lezioni avranno inizio il 13 settembre e sembra molto difficile che potranno essere perfezionati da 8 a 9 mila incarichi entro quella data. (Repubblica)
Tagli agli organici (43 mila all’anno, per tre anni), ma nelle scuole italiane se non ci fossero i precari anche quest’anno non si sa come la Gelmini avrebbe potuto coprire tutti i posti vuoti. Non ci sono dati precisi, ma i posti vuoti sono tanti. Almeno 10 mila a Milano (culla storica del precariato), ma anche nelle altre regioni d’Italia non si scherza. In Liguria, ad esempio, si calcolano 13 mila cattedre senza titolare. Ironia della sorte questa situazione va a vantaggio di una parte dei precari. Soprattutto quelli del Sud, dove non solo non ci sono posti vuoti, ma c’è anche il record degli insegnanti cosiddetti in soprannumero che il ministro, non sapendo cosa fare, li ha lasciati nelle scuole dove sono rimasti senza cattedra. A far che? Al massimo le supplenze (e questo ancora una volta a scapito dei precari), oppore per i “progettiâ€. Tutto da inventare. Insomma una situazione paradossale. Una scuola che inizia allo sbando. (Il Fatto Quotidiano)
Però, se la scuola pubblica nonostante riforme improvvisate, proclami, minacce e calunnie continua a camminare, magari in modo incerto, vuol dire che ci sono ancora bravi insegnanti che amano il loro lavoro sottostimato, sottopagato, sottovalutato, in altre parole sotterraneo. (Il Corriere della Sera)

