Lunedì abbiamo letto una strana notizia, che riguardava i nuovi programmi della scuola by Gelmini. Recitava:
"Semplicemente non c'è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza.
Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell'epoca contemporanea, dall'analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un intero anno di studi al Novecento".
Poi, qualcuno dal ministero ha spiegato: "È ben esplicitato, qui: Formazione e tappe dell'Italia Repubblicana. Naturalmente è sottintesa la Resistenza. L'abbiamo inclusa senza citarla tra i capitoli fondativi della storia repubblicana. È un modo per rafforzarla, no?"
Il ragionamento è curioso: non ne parliamo, così la mettiamo in evidenza. Hmm. La Resistenza - uno dei pilastri su cui si fonda la storia recente dell'Italia - molti cercano di ridimensionarla, da un po' di tempo a questa parte. Anche con piccoli atti di sfida. Speriamo solo che, alla fine, chi ci rimette non siano gli studenti...

