Agosto. Finalmente si va in vacanza! Per tanti sono già cominciate, molti altri aspettano con ansia il giorno fatidico della partenza (intelligente?): mare e montagna, città d'arte e cultura, capitali europee e luoghi esotici. E, per i più fortunati, un giro del mondo in soli 21 giorni...
Tutto serve e va bene, purché si riesca a staccare la spina e contemporaneamente - strano a dirsi - a ricaricare le pile, a dimenticare le angosce (nooo!) dei mesi precedenti per un esame mancato, un lavoro perso, una storia finita male. Mentre la vacanza può diventare esaltazione dei tanti entusiasmi (yesss!) che la vita ci regala, in amore soprattutto: magari la prima vacanza insieme, una conoscenza vera e profonda, fatta di spensierata quotidianità , difficilmente realizzabile in città , che se va bene ti regala momenti indimenticabili, da sogno...
Io invece vado verso le vacanze un pò deluso e amareggiato; ne approfitterò per riflettere, ho un pensiero in testa, preludio forse di una svolta epocale: medito seriamente di andarmene dall'Italia. Per la prima volta, il mio bicchiere è mezzo vuoto!
Questo paese non mi piace più. Milano, la mia città natale, si è trasformata da grande laboratorio del pensiero progressivo "futurista", a stanca metropoli "aziendalista" in cui tutto, semplicemente, accade. Nell'indifferenza generale. E quasi sempre, ciò che sperimentiamo sulla nostra pelle giorno dopo giorno, è roba brutta: intolleranza, corruzione, avidità , immoralità , individualismi esasperati, indifferenza. Indifferenza.
Oggi più che mai, Machiavelli docet, per arrivare al fine tutti i mezzi sono buoni e giustificati. Poco importa se per raggiungerlo è necessario calpestare il compagno o il collega, piuttosto che vendere il proprio corpo o spacciare cocaina, piuttosto che sfrattare la vecchietta o segregare in casa un portatore di handicap... è sempre la stessa faccia, di una medaglia che solo raramente ne ha un'altra.
A me sembra - e non vorrei apparire presuntuoso - di essere cresciuto con altri valori, che mettevano al centro la solidarietà , il sogno di un egualitarismo di base capace di offrire a tutti la possibilità di emergere, la curiosità di guardare il mondo e di crescere attraverso continue scoperte, l'orgoglio di essere apprezzato per quello che sei e per quello che fai, non per la capacità di venderti - prostituirti? - al primo che capita. Valori che ti permettono di guardare negli occhi tuo padre o tua figlia senza alcuna vergogna...
Sono esageratamente critico, sono diventato un moralista? Non so. La situazione non è buona. Pensate all'esempio che ci arriva da quelli che dovrebbero esser d'esempio: cosa insegnano, soprattutto ai giovani? Lo spirito di emulazione produce enormi danni culturali. Pensate a quante volte avete sentito dire "se lo fanno loro, perché non dovrei farlo io? ": personalmente, mi è successo centinaia di volte, e in tutte le occasioni è stato come una pugnalata al cuore!
Mamma mia, quanto mi manca gente come il grande presidente Sandro Pertini, e Falcone e Borsellino e Impastato...
Urge, raga', che vada da qualche parte a riempire il mio bicchiere mezzo vuoto...
NC

