Opinioni
11/04/2011
Sapessi com'è strano, candidarsi a Milano
Maria Dellagiacoma si candida al consiglio comunale di Milano.
Ha diciannove anni, quindi: studentessa candidata! Mica male, nel paese della gerontocrazia...
L'abbiamo intervistata


di Giulia Colonna

Maria Dellagiacoma ha appena finito il liceo. Verrebbe da dire "una ragazza come tante", se non l'avessimo conosciuta di persona e scoperto che non è affatto "come tante". E in effetti, Maria ha fatto una scelta controcorrente, di questi tempi: si è candidata a una carica politica. A soli diciannove anni, senza nessuna tessera di partito, è in corsa per il consiglio comunale di Milano con la lista Milano civica X Pisapia sindaco, che sostiene il candidato del centrosinistra. Solo il fatto che una ragazza tanto giovane abbia la possibilità di sedere fra i rappresentanti dei cittadini milanesi, ci fa guardare con speranza verso il futuro. Abbiamo chiacchierato un po' con Maria, cercando di capire cosa gli fosse saltato in testa, a buttarsi in politica.

Ti candidi al consiglio comunale di Milano a 19 anni, ok. Ma non venirci a raccontare cose tipo: "ho sempre avuto una grande passione per la politica..."
Bè, dai... Magari non si trattava proprio di politica, ma sono sempre stata abbastanza attiva... tipo, sono scout dall'età di otto anni, sono stata rappresentante d'istituto al mio liceo, l'Allende, e di recente il mio impegno si è spostato nel settore civico e nel volontariato: ho insegnato presso una scuola di italiano per stranieri, e alle ultime primarie del PD ero rappresentante di lista in via Ponte Nuovo. Da qui sono entrata nei volontari per Pisapia, e mi sono stupita di trovare gente tanto forte e motivata. Il passo finale è stato piuttosto semplice: mi sono offerta di aiutare questa lista civica, e loro mi hanno chiesto di candidarmi. Io per prima sono rimasta sorpresa... ma poi ho accettato.

Perché votare Pisapia?
Per quel che mi riguarda, anche solo per il coraggio che ha dimostrato nello scegliermi come candidata, nel darmi fiducia. In fondo sono solo una giovane donna con poca esperienza. Quando ci siamo incontrati si è rivelato una persona educata e pacata, una vera “forza gentileâ€, non è solo uno slogan. Ma il vero motivo è che il suo programma elettorale è molto pragmatico: solo girando per la città, vivendola in tutti i suoi aspetti, ci si rende conto di quali siano i veri problemi di Milano.

In che zona vivi?
In Zona 5, poco oltre l’università Bocconi. Una zona molto estesa e difficile da gestire.

Trovi ci sia differenza tra le scuole del centro e quelle della periferia?
Decisamente sì, la differenza è grossa e le persone che si incontrano sono chiaramente differenti. Dopo cinque anni all’Allende, che si trova più vicino al Gratosoglio che al centro, posso dire che le scuole decentrate sono una realtà diversa, dove la cultura non si può dare per scontata. Una cosa che mi piaceva tantissimo del Gratosoglio erano i comitati di quartiere, le associazioni culturali, che avrebbero davvero bisogno di un attimo di voce in più. Anche perché i quartieri di periferia spesso sono più attivi rispetto a quelli del centro.

Che mezzo di trasporto usi per girare in città?
La bicicletta, che spesso a Milano è motivo di odio - da parte degli automobilisti, naturalmente... Fra l'altro, ultimamente ho notato che la città sta cambiando, e stanno aggiungendo parecchie piste ciclabili. Ok, sono spesso occupate dalle auto parcheggiate, perché sono semplicemente strisce disegnate sull’asfalto. Ma piütost che gnènt, l'è mèj piütost.

Quindi, se verrai eletta… Precedenza al ciclista?
Mah, più che altro è importante l’educazione degli automobilisti: bisogna abituarli a una convivenza pacifica con i ciclisti: un automobilista non essendo abituato alle piste ciclabili non sa neanche come gestirle. Solo dopo si può iniziare a fare il possibile per i ciclisti, partendo da misure a basso costo, visto che per queste cose i soldi a disposizione non sono mai molti... A proposito, ci tengo a dire che secondo me ci deve essere più trasparenza e una maggiore facilità di comprensione delle spese della città da parte del singolo cittadino: una persona di qualsiasi livello culturale deve potersi almeno fare un’idea di come Milano spende il suo budget.

Spesso abbiamo l'impressione che sia difficile muoversi per la città di notte, uscire e divertirsi senza spendere cifre piuttosto alte. Cosa ne pensi?
A Milano sembra che nessuno consideri l'idea di poter vivere anche di notte. Come se la città non tollerasse che le persone - e soprattutto i giovani - stiano fuori fino a tardi. Anche i mezzi pubblici, di notte, funzionano poco e male.

 

Due cose di cui Milano ha bisogno, e che proporrai se sarai eletta?
Sicuramente un potenziamento dei mezzi pubblici in orario notturno (si può fare!) e l’apertura delle biblioteche pubbliche fino a tarda sera.

Per saperne di più: la pagina Facebook di Maria

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