Dicono che in Italia "mancano gli spazi" per la musica live. Vero, ce ne fossero di più sarebbe meglio. Ma è vero anche che non siamo messi poi così male. Per dimostrarlo, ci piacerebbe portarvi con noi nei luoghi dove si suona, si suda e (ci) si emoziona. Luoghi in cui la musica è trattata con i guanti, che si tratti di classica o metallo pesante. Luoghi di eccellenza come il Gran Teatro Geox di Padova, che per il 2012 ha messo in piedi una programmazione mostruosa: da qui all'estate calcheranno il palco del Gran Teatro i Kasabian, Daniele Silvestri, Elio e Le storie tese, Pino Daniele, i Tangerin Dream, Marilyn Manson. Alla faccia della crisi.
Ecco perché (1) ci piacerebbe portarvi al Gran Teatro Geox, il teatro che respira musica (argh, ci eravamo ripromessi di non fare battute sullo sponsor, ma è impossibile trattenersi!): aspettatevi sorprese - in forma di biglietti-concerto - nei prossimi giorni.
Ecco perché (2) non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di fare quattro chiacchiere con chi il Gran Teatro l'ha visto nascere e crescere, a.k.a. Valeria Arzenton, che per ZED! coordina l'attività del teatro.
Valeria, una cosa come il Gran Teatro viene in mente solo a gente che vive per la musica... Tu quanti concerti hai visto, nella vita?
Attualmente ne organizzo circa 250 all'anno, e poi molti altri li vado a vedere prima delle date di nostra competenza, o per me e basta... Facciamo almeno 2.000, dai. Contando però che per la maggior parte si trattava di lavoro, un servizio riservato al cliente finale... in realtà alla fine mi sono goduta fino in fondo pochi e rari eventi.
Ce n'è stato uno che ricorderai per sempre?
Mi sono emozionata a tutte le "grandi prime": la prima volta che ho realizzato un evento allo Stadio (Ligabue nel 2000), la prima volta all'Arena di Verona, all'apertura del Gran Teatro Geox. Momenti indelebili. E credo che sarà memorabile anche l'evento del prossimo 10 Marzo: Dario Fo e Franca Rame al Gran Teatro, un sogno che si realizza.
Qui al Gran Teatro la musica si sente - per usare un eufemismo - da Dio. Almeno, rispetto alla media: quante volte abbiamo sentito, in giro, casse gracchianti, mixaggi improbabili, microfoni che fischiavano più di un arbitro di Milan-Juve...
Vero che capita di assistere, in giro, a qualche "incidente di percorso" in termini organizzativi. Noi curiamo l'acustica quasi maniacalmente, fin dai nostri esordi nel mondo dell'organizzazione. Abbiamo sempre chiesto alle produzioni artistiche, a volte anche con fastidiosa ripetitività ed ossessione, di curare con dovizia gli impianti audio. E devo dire che ormai è una cura sempre più cercata e voluta dagli artisti stessi, la fonica di livello è parte integrante dello show, il pubblico paga per vedere e sentire bene e non si può sgarrare. Al Gran Teatro Geox abbiamo curato l'acustica in maniera certosina, con un impianto residente di altissima qualità , il cui uso è obbligo contrattuale per quasi tutti gli artisti che rappresentiamo.
Perché in Italia si dice che "non ci sono spazi" per i concerti?
Non è propriamente vero che non esistono spazi. Il nostro paese è pieno di bellissimi teatri classici, palasport con capienze interessanti, stadi utilizzabili per la musica. Esistono piazze, ville e teatri naturali all'aperto in cui realizzare eventi speciali nel periodo estivo.
Gli spazi nati invece con la prerogativa principale di realizzare spettacoli live senza restrizioni di genere, quelli invece sono pochi.
Palasport e stadi sono infatti strutture polifunzionali, la cui destinazione d'uso originaria è lo sport, pertanto l'insediamento del live è successivo e spesso le funzionalità di queste strutture non sono totalmente collimanti con le necessità artistiche (per cui bisogna fare degli obbligatori interventi tecnici di adeguamento, con tutti i costi del caso a carico dell'organizzatore). I teatri classici sono percepiti come beni culturali ed artistici molto delicati, propongono stagioni di prosa e di balletto, non sono predisposti all'apertura verso altri generi e hanno capienze solitamente inferiori a 1000 spettatori (quindi molte produzioni per questioni di budget non possono nemmeno prenderli in considerazione). Oltre al fatto che spesso l'esclusività di questi contenitori "inibisce" se non addirittura allontana i target più giovani. Gli spazi all'aperto, tra cui anche l’ Arena di Verona, hanno il limite che sono fruibili solo in estate.
Di base, paradossalmente, in Italia -dove è nata l'opera lirica ed è stata culla culturale di tutta Europa- lo spettacolo dal vivo non è stato valorizzato con la giusta attenzione negli ultimi decenni, pertanto sono state create strutture (in particolare palasport e stadi) senza considerare le esigenze della musica live.
Solo negli ultimi anni, guardando in prospettiva europea e mondiale, è nata una maggiore sensibilità e predisposizione verso la realizzazione di spazi nati prioritariamente per lo spettacolo live, curati nei dettagli per dare il massimo comfort e la migliore fruibilità per il pubblico. Sensibilità che sta coinvolgendo privati (che in questo caso si sostituiscono al pubblico), a volte con il sostegno di imprenditori illuminati che contribuiscono al buon esito dell'impresa. Questo è un po’ il caso del Gran Teatro Geox, che amo definire "una forma di mecenatismo moderno".
C'è qualche cantante in particolare che si è accorto che qui si sta meglio?
Ultimamente quasi tutti gli artisti si innamorano del Gran Teatro: Curreri l'ha definito "una struttura di respiro mitteleuropeo", Crosby & Nash l'hanno citata durante il loro ultimo show come "best venue in Europe"...
Al di là dei grandi nomi, avete pensato a qualche evento più "indie" e più locale?
La scena musicale del veneto è stata stimolata da un'attività frenetica, sperimentale e a volte azzardata in un territorio non abituato ad una programmazione così fitta e diversificata. Abbiamo portato i musical di broadway, il metal, il rock.. di sicuro mancano ancora alcuni segmenti: la musica alternativa, la musica classica e la lirica, spettacoli per bambini e per le scuole.
Tutto curato nella logica dei grandi eventi. In sostanza l'obiettivo è quello di avvicinare a certi generi anche target insospettabili.
Ma è vero che avete l'area bambini, al Gran Teatro? Cioè, i genitori mollano i piccoli nella vasca di palline colorate e vanno a vedersi gli Slayer? Quanta gente c'è che va a un concerto rock con un bambino piccolo?
La cultura va stimolata fin da bambini. Da noi la famiglia può portarsi i figli senza sborsare cifre improponibili (i bambini accedono a tutti gli spettacoli su posto accanto al genitore a soli € 5,00). In alcuni teatri classici è inibito l'accesso ai bambini piccoli perchè potrebbero arrecare disturbo. Noi invece i bambini li vogliamo. Così abbiamo creato bagni lillipuziani dedicati solo a loro, poltrone per allattamento e fasciatoi. Nel foyer o all'esterno nella bella stagione, posizioniamo giochi gonfiabili...
Gira voce che il teatro sia traspirante e non ti faccia puzzare, neanche dopo il pogo sotto il palco... No, scusa, non volevamo ironizzare. Ma è impossibilie resistere. A proposito, ma ai concerti del Gran Teatro bisogna stare seduti?
Il Gran Teatro Geox è un teatro che respira davvero e respira e traspira delle grandi emozioni del suo pubblico e dei suoi artisti! Si configura in due soluzioni diverse: o tutti posti seduti, parterre e tribuna tutti posti frontali e digradanti con ottima visibilià oppure posti in piedi nel parterre e tribuna numerata frontale. Adatto quindi ad ogni pubblico ed esigenza live.
Ecco, l'avete sentita. Se vi stuzzica il Gran Teatro, state con noi. Abbiamo in serbo sorpresone per i prossimi giorni...

