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Nexus, di Ramez Naam

di Michele R. Serra
| News | Libri e Fumetti | Da leggere | 0 commenti

Fantascienza di nanotecnologie cerebrali

Ramez Naam

Nexus

Multiplayer

Di storie di fantascienza che raccontano di qualche strana medicina o droga che rende gli uomini super, ce ne sono. Avete visto Limitless, per caso? Ecco. Più o meno, è anche il punto di partenza di Nexus, romanzo d'esordio dello scrittore egiziano-americano Ramez Naam.

Per la precisione si tratta di una nano-droga sperimentale, che non rende geniali, ma permette di scaricare nel cervello software che ti permettono di imparare istantaneamente cose. E mica solo parlare finalmente un tedesco decente (che è sempre stato il mio obbiettivo nella vita), ma ad esempio: qualcuno ti disturba? Tu ti scarichi il software "Bruce Lee" nel cervello, poi vedi come ti lasciano in pace.

Nexus è ambientato in un futuro non troppo lontano, dato che in effetti le nanotecnologie si stanno sviluppando velocemente già in questi anni: tutta la storia prende corpo nel 2030. E come spesso capita con la fantascienza, ci mette un po' di ansia nei confronti del futuro, perché ci sono gli stessi problemi che ci sono oggi: tensioni internazionali, terrorismo, stati che giocano con il nucleare e (naturalmente) con le nuove nano-droghe declinate per l'uso militare...

Non c'è solo la possibilità di ottenere capacità impensabili nello spazio di pochi secondi e di creare di conseguenza super-soldati, nel futuro immaginato da Ramez Naam, ma anche quello di linkare direttamente un cervello all'altro. File sharing cerebrale istantaneo. Ma anche controllo remoto della mente, che è l'opzione preferita da chi pensa di creare super-soldati e super-schiavi.

Insomma, Nexus è un romanzo che parla del post-umano, non certo il primo. Però lo fa in modo brillante, spesso fermandosi a raccontare le implicazioni filosofiche del progresso tecnologico. Il che non significa che sia un libro noioso, eh. Infatti a Hollywood si sono già mossi per farne un mega-blockbuster d'azione che - pare - sarà affidato alla regia di Darren Aronofsky. Vedremo se il progetto prenderà corpo concreto.

Ramez Naam ha la credibilità per scrivere fantascienza, perché lui lavora già sul futuro della tecnologia: è scienziato e programmatore, ha lavorato per anni per la Microsoft, contribuito alla creazione di programmi che conosciamo abbastanza bene (tipo Outlook e Explorer), e ora studia proprio quelle nanotecnologie che sono al centro del racconto.

Speriamo solo che la sua visione del futuro sia un po' più ottimista di quella del suo romanzo.

fantascienza
tecnologia
romanzo

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