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O Capitano, mio capitano.

di Giovanna Donini
| News | Arte e Spettacoli | #CaroDiario | 2 commenti

Robin Williams ti abbiamo tanto amato.

Sono in una piccola isola della Grecia. Anche Ulisse è stato qui. Ha incontrato i ciclopi. Ha sfidato Polifemo. Si è fatto chiamare Nessuno. Ha vinto. Si è fatto coraggio e poi è ripartito con l'intenzione di tornare da Penelope, ma nel frattempo facendosi Circe, Calipso e quasi quasi pure Nausica.
L'isola è piccola, ma c'è tutto quello che serve. Polifemo adesso è un gatto molto magro. Ruba pesce al porto. Dove c'è lui, C'è tutto. Alle nove e mezza di mattina, con il primo traghetto, arrivano perfino i giornali italiani, fotocopiati, costo 2,50euro. 
È il 12 agosto. Compro Repubblica. Senza guardare la prima pagina, parto veloce, con il mio quod 150 bianco e scassato, verso una spiaggia bellissima e selvaggia chiamata Lia. 
Le persone che raggiungono Lia sono poche e coraggiose. Sfidano uno sterrato ripido, una salita scomoda, un sentiero pieno di piante pungenti, sotto il sole pesante e un vento forte. In realtà è tutto abbastanza semplice da affrontare, ma io sono pigra e affamata e quando ho fame vedo le cose più complicate di quello che sono. Io ci sono arrivata per caso,  attratta più che altro dal nome della spiaggia.  Le persone qui sono poche e tutte nude. Tranne me. Io sono timida. Non mi spoglio e chiudo gli occhi, per rispetto, se qualcuno dei nudisti si avvicina troppo. Faccio il bagno, Mangio una pesca e finalmente apro il giornale per vedere che succede in Italia. È più forte di me: non riesco a staccare mai fino in fondo. Va bene la natura, va bene la lontananza dai social, va bene cambiare vita ed abitudini, ma se posso sapere sempre qualcosa che mi riguarda è meglio. In prima pagina c'è la faccia di Robin. È morto. Si è suicidato. Era depresso. Era tornato a bere. Piango. Torno bambina. Quando inItalia, nel 1979 furono trasmesse su Rai2 le prime due stagioni di Mork e Mindy. La faccia di Mork riempie la mia. Il suo sorriso, le sue mani, quel saluto singolare a quattro dita. Nel 1984 furono trasmesse le repliche su Italia Uno. Andavo a scuola cantando NanoNano. Avrei voluto essere anch'io amica di Mork, come Mindy. In fondo lo volevamo tutti. La faccia di Robin in prima pagina. Lui sorride, io continuo a piangere. Ritorno a qualche anno fa quando ho cominciato a scrivere per smemoranda.it. Avevo proposto la mia prima rubrica. Si chiamava L'Aliena. Era un omaggio a Mork. Volevo essere come lui. Ogni settimana raccontavo qualcosa che avevo imparato sugli esseri umani. Come lui.
Il tizio nudo che mi passa vicino vede il giornale con la faccia di Robin e chiede: "why?" io chiudo gli occhi, questa volta per nascondere le lacrime, e rispondo solo "I don't know". Che poi a pensarci bene, forse lo so, ma è così difficile da spiegare quanto possa essere, in modo pericoloso, elevata la facoltà di un essere umano di percepire attraverso gli organi di senso stimoli provenienti da fonti esterne: la sensibilità. Sentire troppo fa male. Si dice sempre che i comici, in fondo, sono persone tristi.  In realtà, secondo me,  sono tristi o lo diventano le persone sensibili. Non conta la professione, ma l'anima. Sapere che un comico è triste, forse, fa più effetto, questo si, ma non credo affatto che tutti i comici siano tristi, non credo sia una regola. Conosco molti comici che non sono persone tristi e conosco molte persone sensibili che non praticano il mestiere del comico eppure non reggono le scosse emozionali. Sentire troppo fa male. "Cogliete l'attimo...Rendete straordinaria la vostra vita" diceva il prof Keating interpretato da Robin nel 1989. Quando L'Attimo Fuggente è arrivato nelle sale italiane io avevo l'età degli studenti di Keating. E le parole che diceva a loro arrivavano con la stessa potenza anche a noi. "Rendete straordinaria la vostra vita". La faccia di Keating riempie la mia. Il suo sorriso. La lezione in piedi sulla cattedra. Quel modo singolare di insegnare la vita, l'amore, la poesia, la bellezza. Lui era anche il nostro professore. Il nostro capitano. Grazie professore, grazie capitano.
Mi tuffo. Le lacrime finiscono in mare, tutto in fondo sa di sale, forse anche il dolore. 
Prima di tuffarmi mi sono dimenticata di mettere un sasso sopra al mio giornale, così Il vento lo ha spinto via lontano da me. Oggi non saprò più che cosa è successo in Italia, ma mi basta sapere che cosa è successo a me. 
 
 
Robin Williams

2 Commenti

solaris

Commovente.
La sensibilità è un sottile profumo penetrante che può stordire.
Può far piangere.
Ed è sorprendente come da "personaggi" taluni, delicatamente, riescano a divenire "persone" , grazie proprio al profumo che emanano. E colpiscono il cuore.

Maria Luisa turato

sensibile come pochi attori sanno essere

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