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Oscar delle fascette 2015

di Alberto Forni
| News | Libri e Fumetti | Fascette a manetta | 0 commenti

La crisi del libro investe purtroppo anche le fascette che dimostrano però un'impensata vitalità riuscendo ancora nel difficile compito di stupirci (un film di Lina Wertmüller)

Lo sapevamo che sarebbe successo: prima o poi il libro avrebbe trascinato nella sua crisi anche le fascette. La crisi è talmente profonda che ormai la gente non solo non legge più i libri, ma neanche gli strilli di copertina.

Gli editori, per risparmiare, fanno addirittura scrivere le fascette ai propri figli.

Il Salone di quest’anno è stato la conferma definitiva, le fascette sono in netto calo e se non ci fosse la sempre attiva Newton Compton

(Speriamo solo che non venga messa una tassa sugli aggettivi)

la situazione sarebbe disperata.

Nonostante tutto, le fascette continuano a svolgere la loro funzione informativa, come segnalare nuove edizioni

o rendere edotti i lettori sui prestigiosi premi che il libro ha vinto.

(Questo premio, però, dev'essere caduto in prescrizione)

D'altra parte, se un libro si distingue dalla massa, perché non sottolineare le sue peculiarità?

(Next step: il più grande scrittore ugandese del Seicento)

Certo, bisogna sempre stare attenti a non esagerare

(Qui ci vorrebbe l'intervento di Report, altro che Moncler)

(Qui, invece, servirebbe un bel controllo antidoping)

Ma veniamo agli Oscar.

Una menzione d'onore per una fascetta della quale abbiamo cercato a lungo di capire il significato, fino a quando non ci siamo arresi all'evidenza: è evidentemente una supercazzola.

Al terzo posto Un'altra estate di Paolo Ferruccio Cuniberti (Edizioni EEE-book) con una fascetta relativa a un premio.

(Ovviamente non si tratta di un refuso ma di uno scardinamento linguistico coscientemente voluto, come a sottolineare che il libro cammmina, ma proprio cammmmina, nel senso che è in cammmmmino, quasi in viaggggggio)

Al secondo posto Vegliando oltre il cancello di Gianpaolo Balsamo (Secop edizioni). Una fascetta un po' datata che ci è sempre sfuggita e nella quale ci siamo imbattuti solo oggi, perché come dice il proverbio "Non sei tu a trovare le fascette, sono loro che trovano te".

Diciamo la verità, questa fascetta avrebbe potuto vincere, tuttavia, per riconoscere l'importanza del messaggio lanciato dal direttore del Salone del Libro

abbiamo deciso di premiare Quel giorno in cui di Giuseppe Donegani (Giuseppe Laterza editore) che mette in mostra una fascetta dalla forte impronta social, dimostrando così che Letteratura e Social network possono non solo convivere ma addirittura aiutarsi a vicenda.

Insomma, un bell'applauso a queste fascette

che all'interno di un panorama un po' stagnante riescono comunque a elevarsi con la loro simpatica creatività e allegria.

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