I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Peter Pan guarda sotto le gonne

di Olga Mascolo
| News | Da vedere | 0 commenti

A teatro per raccontare l'infanzia transgender

In Texas la madre di un bambino transgender ha pubblicato una foto del figlio in lacrime perché costretto a usare i bagni dei maschi. Il piccolo si sente una femmina e piange perché costretto a usare i bagni delle donne: è un bambino transgender. Non è un mostro, è solo di uno dei tanti a questo mondo che fatica a vedersi nel corpo che gli ha dato la natura.

La foto colpisce perché ci rende tutti coscienti: siamo tutti consapevoli che queste sofferenze esistono, e si fanno più forti quando coinvolgono direttamente un bambino. E perché? Perché i bambini non hanno colpa, sono così e basta. L'impatto mediatico è molto forte, qualcuno potrebbe dire strumentale. Il punto è fondamentale: gli adulti sono come i bambini. E questo andrebbe gridato a chi sostiene che l'omosessualità o l'essere trangender (due cose molto diverse) sia una scelta, una decisione. Che sia un vizio di lussuria, o un capriccio estetico dell'età adulta.

Ciò che colpisce ancora di più è che le sofferenze a quel bambino gliele procuriamo noi, e le lacrime sono dovute a una nostra classificazione che strutturalmente non riflette la molteplicità dell'essere umano. L'infanzia di un bambino transgender è solo il punto di partenza di un lungo percorso di accettazione e di emancipazione sociale. Questo è in parte il racconto di Greta Cappelletti e Livia Ferracchiati, che nella pièce “Peter Pan guarda sotto le gonne” spiegano l'infanzia e la pubertà di una bambina che si sente un maschio. Si chiama Peter (come Peter Pan) e ha 11 anni. Dovrà fare capire ai genitori, dovrà fare capire agli amici che lei “non è esattamente una femmina ma precisamente un maschio”. I personaggi riprendono la fiaba di James Matthew Berrie. Wendy è una bambina mora e Peter ne è innamorata. La fatina Campanellino è una figura guida nella vita di Peter. Lo spettacolo è il primo capitolo della “Trilogia sull'identità”. Proprio come Peter Pan, ma per ragioni diverse, la protagonista di questo racconto non vuole crescere, perché si sente in un genere non suo. Intravede sin dall'adolescenze le difficoltà dell'emancipazione.

Lo spettacolo è educativo, fa riflettere, muove coscienze. Va diffuso il più possibile, nelle scuole, ma intanto è di scena alla Biennale di Venezia, il 3 agosto, al Teatro Tese dei Soppalchi.  Insegnanti e rappresentati di istituto, l'appello è anche per voi: date un occhio! (E guardate l'intervista!)

 

 

Per saperne di più

"Peter Pan guarda sotto le gonne" è realizzato dalla compagnia http://www.thebabywalk.com/

transgender
teatro

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement