Piet Mondrian, λ

di L Alligatore

Recensioni
Piet Mondrian, λ

Un disco con un titolo criptico quale “λ”, la lettera greca lambda sul fronte copertina, e “#dichestiamoparlando” scritto sul lato, stanno a significare che gran confusione oggi. Tante domande, tanti interrogativi, tante anche le risposte, che stanno a significare nessuna risposta. Ci si sente filosofi dopo aver ascoltato il terzo disco dei Piet Mondrian, trio toscano intelligente e ironico, che utilizza l’elettronica troppo di moda oggi, per fare un discorso critico sull’oggi.

“Ci vuole tanta caparbietà per dare un senso a ciò che non l’ha” cantano in “Tu sei il Paradiso”, brano tra i più suggestivi del disco, con un testo da mandare a memoria. Come del resto merita “Morte oggi”, declamato ironico sulla vuotezza dell’individuo all’inizio, poi cantato su ritmi danzerecci, e nel finale pure l’uso dell’inglese, in un vortice sonoro coinvolgente. “Derrida” è un bell’omaggio in musica al filosofo francese con un piano a deliziarci, “Te ne vai” un titolo esplicito sulla fine di un amore, sarcastico pop che dice molto su di noi, “Un dio ovunque” la degna conclusione, atea e piena di ritmo, di un album altrettanto intellettuale dinamico.

 “λ” non è certamente un disco facile, non sarebbe altrimenti un disco dei Piet Mondrian, difficilmente sintonizzati sul banale, sul ripetitivo, sullo scontato. È un disco da ascoltare con attenzione, non certo come sottofondo, pur avendo delle soluzioni musicali felici, dei tappeti di elettronica sui quali distendersi a fare riflessioni filosofiche.