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Pixels

di Michele R. Serra
| News | Arte e Spettacoli | Da vedere | 0 commenti

Da YouTube al cinema, non è un gran miglioramento

Chris Columbus

Pixels

Columbia Pictures

Un film sui videogame. E non sui videogame moderni, tipo Call of Duty o Assassin's Creed, ma sui videogame di una volta, tipo Pac-Man e Donkey Kong. Quindi Pixels è inevitabilmente un film nostalgico. Però è anche un film a tutti gli effetti contemporaneo, una mega-produzione hollywoodiana di fantascienza, con gli effetti speciali giusti.

Il problema è che il regista Chris Columbus - che poi è un professionista, è quello che ha girato un mega-successo come Mamma ho perso l'aereo, è quello che ha portato al cinema Harry Potter... cioè, non proprio l'ultimo arrivato a Hollywood - ha deciso che il suo film deve continuare a contraddire le sue stesse premesse, cioè l'amore per il cosiddetto retrogaming. E questo per mille motivi, ma soprattutto perché l'invasione aliena dei vecchi videogame deve essere risolta con i metodi dei nuovi videogiochi, cioè imbracciando un fucile e sparando a tutti quanti. Proprio come in Call of Duty.

C'è qualcosa di molto buono, però, dentro Pixels: l'idea estetica dei videogame anni Ottanta che invadono le grandi città del mondo spaccando tutto - riducendo tutto quanto in pixel, appunto. Peccato che questa unica idea davvero buona non sia farina del sacco del regista: viene direttamente da un cortometraggio del regista francese Patrick Jean, che con quei due minuti intitolati appunto Pixels ha vinto il premio per il miglior corto al più importante festival del cinema d'animazione europeo, quello di Annecy, nel 2011. Insomma, qui sono riusciti praicamente a trasformare due minuti di divertimento-Youtube in un'ora e quaranta di noia-cinema. Era difficile, eh.

Il protagonista di Pixels è Adam Sandler, che come in tutti i suoi film fa L'eterno Peter Pan che sembra un perdente ma in realtà ha un grande talento che il mondo prima o poi riconoscerà. E tra l'altro, per strada magari trova anche l'amore di una tipa molto più cool di lui. Sempre lo stesso ruolo, per Adam: chissà se lui si annoia. Comunque, molto meglio il resto del cast, da Peter Dinklage (del Trono di Spade) a Josh Gad, comico americano che interpreta il classico nerd paranoico-cospirazionista con quel tantino di follia che rende il personaggio davvero speciale. Peccato che per il resto, il film sia tutt'altro che speciale. Poco significativo per chi ha meno di vent'anni oggi, Pixels riesce però a deludere anche quelli che hanno giocato e amato quei videogame. Non so se esiste questa espressione in inglese, ma è il contrario di una win-win situation. Si perde in ogni caso.

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