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Cerimonia (virtuale) di assegnazione degli Oscar delle fascette 2013

di Alberto Forni
| Show | Libri e Fumetti | Fascette a manetta | 0 commenti

Giunge a conclusione l’iniziativa che si è rivelata un fenomeno del passaparola e ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico durante il Salone del Libro 2013.

È stata dura, durissima, perché i pretendenti erano tanti e tutti agguerriti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta: siamo riusciti a selezionare le migliori fascette per ogni categoria. Oltre ovviamente a un Oscar assoluto. Ma andiamo per ordine.

 

Categoria Il popolo della rete

Ahlam Mosteghenemi - L’arte di dimenticare (Sonzogno)

Il tema è ovviamente molto sentito e i riferimenti alla rete, al 2.0 e ai social sono ormai numerosi. Tra le fascette meritevoli segnaliamo questa.

 

Anche se la più efficace è quella che abbiamo trovato sulla copertina di L'arte di dimenticare (e che in fondo propone una versione riveduta e corretta dei soliti milioni di copie vendute).

 

Categoria Sconti, ricchi premi e cotillon

Fabio Zavattaro – La valigia di Papa Wojtila (Iacobelli)

Invece di proporre i soliti sconti o concorsi (magari scaduti, che fa sempre bello)

 

la casa editrice Iacobelli ha voluto alzare l’asticella regalando una sofisticata (e ovviamente preziosa) litografia. Da incorniciare a parte però. Non è che dentro al libro ci può stare tutto.

 

Categoria Punto di domanda

Edgar Morin, Mauro Ceruti – La nostra Europa  (Raffaello Cortina Editore)

Eh? Che dite? Poteva prevalere questa?

 

Non ce l’ha fatta? Si è distinta quest’altra? Bella, no?

 

Categoria Tre ristampe in una settimana

Cassandra Clare - Shadowhunters  (Mondadori)

La categoria per eccellenza, quella del “Ce l’ho più grosso”. Milioni di copie, decinate di ristampe, mille mila traduzioni e via dicendo. Qui la concorrenza era molto agguerrita.

 

Alla fine abbiamo deciso di segnalare questa. Ma possiamo anche dire che una vale l’altra.

 

Categoria X te ke sei ludemo mmt+ ba

Andrea&Michele – Alta Infedeltà  (Kowalski)

La categoria della fascetta gggiovane poteva dare più soddisfazioni. Pochi i candidati, il che dimostra che manca probabilmente la voglia di innovare. Speriamo in meglio per l’anno prossimo.

 

Categoria Mi manda Picone

Luca De Meo – Da o a 500  (Marsilio)

La tentazione di farsi sponsorizzare da uno scrittore affermato o da un personaggio famoso è sempre irresistibile. Può essere Stefania Belmondo

 

o meglio ancora Fiorello (anche se il collegamento fra lo showman siciliano e un libro sul management è piuttosto ardita).

 

Categoria Un grande successo di critica e di pubblico 

Simon Scarrow - La battaglia finale  (Newton Compton Editori)

Questa è la categoria meglio conosciuta come “Le fascette del venerdì pomeriggio fra le 18 e 25 e le 18 e 27”, ovvero quella delle fascette realizzate con l’unghia del mignolo della mano sinistra. Diversi i segnalati.

 

Questa, alla fine, la più segnalata di tutte.

 

Categoria Un premio per tutti

Simonetta Mannino – L’odore della felicità  (Edizioni Esordienti E-Book) 

Questa si è rivelata la categoria con il maggior numero di candidati. E a ragione. Se deve esserci un premio letterario per tutti, i premi devono essere tanti.

 

In ogni caso, è possibile vincere premi sconosciuti e decidere di citarli in una fascetta, ma farlo senza averli vinti è davvero qualcosa che oltrepassa le Colonne d’Ercole.

 

Categoria WTF

Francesco Teruggi – Il Graal e la dea  (Giuliano Ladolfi editore)

L’acronimo – per chi non fosse in sintonia con il linguaggio giovanile mutuato dalla rete –  sta per What the fuck, espressione che indica grande stupore e che potremmo agilmente tradurre in italiano con “Maccosa?”. Anche la categoria "Maccosa?" si è rivelata degnamente rappresentata da numerose fascette. Tutte, diciamolo, molto più che meritevoli.

 

Se alla fine abbiamo scelto questa è perché ha un qualcosa in più, un sottotesto nerd che dice molte cose sull’editoria di culto.

Ora, noi saremo anche dei grandi ignoranti in materia (quale?), ma abbiamo dovuto googlare a manetta per venire a capo del mistero proposto da questa fascetta. Che è a sua volta un mistero. Quindi un mistero nel mistero. Sottotesto nerd, appunto.

 

Categoria Le disgrazie non vengono mai sole

Sara D'Amario – Un cuore XXL  (Fanucci)

Per fortuna, ma spesso anche purtroppo, i libri non finiscono con la quarta di copertina. Dai libri vengono tratti film, fiction TV, spettacoli teatrali e chi più ne ha, più ne metta. A volte però avviene addirittura il contrario. Noi ci siamo imbattuti in un caso del genere. Ed è stata subito disgrazia a prima vista.

(Per tacere del fatto che CentoVetrine si scrive tutto attaccato. Dopo il mistero nel mistero, la disgrazia nella disgrazia. In ossequio al nome della categoria.)

 

 

Oscar Migliore fascetta del Salone 2013

Matteo Pelli – Fuoricorso (TEA) 

Qui non c’è stata davvero storia. Abbiamo rinvenuto questo capolavoro giovedì mattina, dieci minuti dopo essere entrati al Salone, e non siamo più riusciti a trovare nessun altra fascetta che potesse competere a questi livelli.

Dentro questa fascetta c’è tutto: il paragone con l’autore famoso che vende, il testimonial prestigioso (doppio: Mina+Repubblica), persino un po’ di esotismo ticinese.

Pregevole anche la costruzione sintattica della frase. “Il nuovo Fabio Volo che sbarca da Lugano lo raccomanda Mina." Come se ci fosse già stato un altro Fabio Volo che veniva da Lugano ed era però raccomandato da qualcun altro. (Ma poi perché “sbarca”? Non era meglio appunto “viene”, “arriva”? Sbarca. Sarà arrivato per via fluviale. Boh.)

 

Una segnalazione di merito anche per questa fascetta, che nulla ha potuto contro lo strapotere del “nuovo Fabio Volo”, ma si fa comunque ricordare con un sorriso (anche se di scherno).

 

Che dire? È stato bellissimo. Un black carpet come non se ne erano mai visti.

 

P.S. Dal momento che in molti ci chiedete aggiornamenti in tempo reale su Daniele Babbini, vi informiamo che sta andando tutto molto bene. Very good vibrations. C'è solo un piccolo problema col CAPS LOCK, ma è in via di risoluzione.

 

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