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And the winner is...

di Alberto Forni
| News | Libri e Fumetti | Fascette a manetta | 0 commenti

Agli Oscar delle fascette 2014 trionfa il Bene.

In ogni beauty pageant che si rispetti arriva sempre il momento in cui, con un velo di tristezza ma anche con un certo sollievo, la reginetta dell’anno precedente appare sul palco e consegna scettro e coroncina alla sua erede.

Oscar delle fascette 2013 

 

Anche per questa edizione, il Salone del Libro non ha deluso le nostre aspettative e per quanto alcune fascette fossero già presenti l’anno scorso (e sicuramente lo saranno pure quello prossimo), le sorprese non sono mancate.

 

Sono forse un po’ diminuite le fascette dei piccoli editori, ad esempio quelle riservate ai premi letterari, anche se qualche pregevole esemplare lo abbiamo comunque scovato.

 

Sempre in tema di piccoli editori, vanno segnalate le fascette che fanno leva sul localism. Perché anche se il Salone ha un respiro internazionale, è importante cercare di non perdere le proprie radici.

 

Numerosi anche i riferimenti a quelle che, solo per brevità, potremmo definire “belle iniziative”. Un segnale che l’editoria è ancora in grado di dare tanto alla gente. E ai lupi.

 

Non sono mancate poi le fascette WTF. Sarà che ci mancano i riferimenti culturali necessari, sarà che non è sempre facile capire cosa passa per la mente degli editori, in ogni caso: WHAT THE FUCK?

 

Come sempre, sui loro strilli di copertina i grandi editori millantano dichiarano milioni di copie vendute. Così, a spanne. Di fronte a questi facili proclami, però, i lettori cominciano a essere un po’ diffidenti. Forse è giunto il momento di fare come l’editore Precisetti, che si dimostra invece più accurato.

 

Parlando di grandi editori, non possiamo non citare il re assoluto delle fascette, l’editore Newton Compton, che continua a regalarci perle di un livello talmente eccelso (che arrivano a lambire la maestria di Cronaca Vera) da fare categoria a sé. Che dire? Grazie di esistere.

 

Non bisogna poi dimenticare che per partorire capolavori di questo livello, i redattori sono costretti a spremersi oltre ogni limite. A questi moderni eroi dell’editoria è quindi dedicata la speciale categoria “Le fascette del venerdì pomeriggio alle 18 e 37 quando devi andare a fare la spesa”.

 

Ma veniamo alle tre fascette che abbiamo voluto premiare.

Al di là del fatto che il tema del Salone sia il Bene, pensiamo che questi Oscar debbano superare il puro e semplice contesto editoriale per portare all'attenzione del pubblico concetti di maggiore profondità. Premiamo quindi le fascette, ma anche e soprattutto il messaggio che veicolano.

Al terzo posto: i giovani. Perché i giovani sono importanti. I giovani sono il futuro. E anche perché questa fascetta è un po’ un omaggio al cinema del primo Nanni Moretti. Il libro è Il sacrificio dell'ape della Minerva Edizioni.

  

Al secondo posto: la verità. Compagna ideale del Bene. L'editore si chiama, guarda caso, Il Grillo, e il libro è L'orizzonte degli eventi. Fra migliaia di fascette che lanciano falsi proclami e tentano di blandire il lettore, emerge e si afferma la fascetta-verità, la fascetta che di fronte al menzognero universo del marketing editoriale è capace di alzarsi con fierezza e gridare:

D'altra parte, chi siamo noi per affermare il contrario? Speriamo solo che questo bell’esempio venga seguito al più presto da altri editori.

 

Ma l’Oscar delle fascette 2014 va al coraggioso libro di un editore scomodo (soprattutto da pronunciare), QIQAJON.

Si tratta di Crescere nella fede (che al momento, per la grande richiesta, risulta esaurito) e la motivazione del premio sta nel fatto che qui la fascetta diventa complemento necessario al libro, ampliandone il messaggio.

Al primo posto quindi: la fede. Un risultato forse scontato, ma sempre di rilievo. Perché mai come in questo momento è necessario lanciare un messaggio di speranza, capace di riavvicinare la gente comune alla religione. Perché la fede può fare tanto per l’uomo. E chi ha fede può ricevere doni inaspettati.

 

Pensate che bello avere cinque giorni in più all’anno da poter dedicare alla lettura alle serie TV e ai videogiochi. Oppure al photobombing. O anche a far niente. Cinque giorni tutti per noi. Questo, ci suggerisce la fascetta, è possibile con la fede.

 

Insomma, anche quest’anno gli Oscar delle fascette ci hanno regalato tante belle sorprese e forse, mi permetto di aggiungere, anche qualche utile insegnamento. 

Appuntamento a domani per tirare le somme di questo bel Salone del Libro 2014.

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