I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

La prima volta di Sabrynex al Salone del Libro

di Sabrynex
| #pensierini | Libri e Fumetti | #CaroDiario | 0 commenti

Riflessioni e pensieri dal diario di Sabrynex, 16 anni, studentessa scrittrice

Quando ho messo piede al Salone del Libro, ho subito pensato: “per quale cavolo di motivo non ci sono mai stata prima?” 

È qualcosa che una persona ha bisogno di vedere, almeno una volta nella vita! Non importa se non ami la lettura, questo posto affascina. Per la maniera in cui è organizzato. E poi sì, anche perché ognuno può trovare il libro giusto per se stesso.



Ho iniziato facendo la fila. Già dal numero illimitato di persone che acquistavano biglietti, giravano in giro per l’entrata o semplicemente si affacciavano per dare un’occhiata, si poteva capire che all’interno sarebbe stato peggio.
Ma la fila scorreva davvero velocemente, per mia fortuna: in fondo bisognava solo mostrare il biglietto e farsi controllare le borse. C’erano molte guardie, e del resto la sicurezza di questi tempi non è mai poca, da nessuna parte.

L’attesa è stata comunque pesante, per la voglia di scoprire cosa mi aspettava dentro, che saliva a ogni secondo che passava. Ero lì con delle amiche: loro si lamentavano della fila, del tempo, mentre io ero completamente affascinata dall’immensità del posto.
Una volta dentro, mi ritrovo dinanzi un enorme stabilimento che mi dà il benvenuto al Salone del Libro. Non ero ancora dentro i padiglioni: mi sono fermata a pensare ciò che stavo per scoprire, per più tempo del dovuto.



Il Salone del Libro si suddivide in padiglioni, arene, aree dedicate alla TV e naturalmente stand dedicati a ogni singolo editore italiano e non. C’erano presentazioni, interviste, firma copie, scrittori (emergenti e non), lettori (giovani e di tutte le età). La cosa davvero stupefacente era che nessuno sembrava annoiarsi. In una società come quella di oggi, non a tutti piace leggere.

Mi sono stupita nel trovare anche mia cugina, che non è particolarmente legata alla lettura, sfogliare divertita le pagine di Mai na’ gioia – un libro nato da una pagina Facebook che ironizza su alcuni dei più famosi dipinti mai esistiti.

Al Salone potevi incontrare l’autrice del tuo romanzo preferito, farle domande che attraverso un social non sono possibili e riuscire, finalmente, a colmare tutte le tue lacune. Fotografarti con Sio, un fumettista nato sempre sul web, partecipare alla presentazione del libro di Cristina Chiperi o, perché no, farti firmare una copia dalla sottoscritta!

Le saghe più famose erano tutte lì, da quelle americane alle italiane. Quest’anno si sono contati più di centomila partecipanti in cinque giorni! Una specie di EXPO dei libri, a cui era permesso a tutti l’ingresso. C’era un'area dedicata interamente ai bambini, colma di libri di Geronimo Stilton... del resto ci siamo avvicinati tutti così alla lettura, no? Grazie al topo italiano più famoso dei nostri tempi! (Altro che topo Gigio.)



Vedere bambini di appena dieci anni prendere un libro e sfogliarlo, curiosi di scoprire qualcosa di nuovo, mi ha davvero riempita di gioia. Vorrei poter dire a quei nonni che stanno fuori dai cantieri, o che giocano a carte e si lamentano della troppa tecnologia, che la generazione-ebook sta tornando in libreria. Perché la sensazione di un foglio di carta che ti scivola tra le mani non potrà mai essere sostituita uno schermo.

libri
lettere
torino
salone libro

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement