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Ciao Grande Maestro

di La redazione
| #pensierini | Arte e Spettacoli | #CaroDiario | 0 commenti

Il saluto a Dario Fo, eterno giullare e Nobel italiano

Dario Fo ha dedicato 70 anni al teatro.

A 71 anni è stato insignito del Premio Nobel “perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi".

Il 24 marzo del 1926 è nato a Sangiano.

Nel ’54 Dario Fo e Franca Rame si sposano.

Nel ’55 nasce il figlio Jacopo.

Nel ’62 Dario Fo e Franca Rame presentano a Canzonissima (Rai) sketch a sfondo sociale sul malaffare e le morti bianche. I burocrati Rai chiedono il controllo dei testi.

Dopo sette puntate la coppia se ne va.

Per 15 anni vengono censurati.

Nel ‘77 torneranno in Rai.

Il '68 è l'addio ai teatri borghesi per le sale Arci e le case del popolo. Fonda il gruppo Nuova Scena, poi nel '70 il Collettivo La Comune, con cui nel '74 occupa la Palazzina Liberty a Milano che diventerà un centro della contro-informazione politica di quegli anni.

Nel ’69 si vede per la prima volta la prima versione di Mistero Buffo.

Nel '73 l'arresto di Fo a Sassari per resistenza a pubblico ufficiale durante la replica di Guerra di popolo in Cile fa clamore, ma ancora di più il rapimento e lo stupro di Franca Rame per opera dei fascisti ma, come verrà fuori, con la connivenza di organi dello Stato.

Dario Fo e Franca Rame, però non smetteranno mai di attaccare e dileggiare il potere.

Nel ’97 Fo vince il Nobel per la Letteratura.

Oggi (13 ottobre 2016) scompare il premio Nobel Dario Fo e vince il Premio Nobel per la Letteratura Bob Dylan “Perché ha creato una nuova poetica espressiva all’interno della grande tradizione canora americana”.

 

(Il brano che segue fa parte di un testo più ampio che Dario Fo ci ha gentilmente mandato per l'edizione 1989 della Smemoranda. La redazione ha escluso i passaggi più squisitamente teatrali di questo contributo straordinario)

Il primo miracolo del bambino Gesù

La mattina dopo l'arrivo della sacra famiglia a Jaffa, Gesù si sveglia, si mette su le braghe, mangia un pezzo di pane, va in giro dove c'è la strada, e vede tutti i bambini che giocano: a cavallino, a nascondersi, al gioco dello schiaffo...

"Ehi, bambini! Fatemi giocare anche me ai vostri giochi!"

"No!"

"Vado sotto io. Facciamo la cavallina. Anche il gioco dello schiaffo".

"No! Vai via, Palestina!"

"A correre? Voialtri mi correte dietro. Facciamo il ladro, lo faccio il ladro?"

"No!"

"Ma perché!"

"Via, Palestina! Terrone!"

Il bambino piange. E pur di avere la possibilità di giocare, di far festa, di far gioco e fantasia con gli altri bambini, ha fatto un miracolo.

Per continuare a leggerlo: http://www.smemoranda.it/agenda/amici/1072/Dario%20Fo

 

 

Per saperne di più

"Uccidi per mangiare": un altro racconto di Dario Fo per la Smemoranda 1981

 

photo credit: photopin (license)

dario fo

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