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Just like a poet

di Giulia Broglia
| #pensierini | Musica | 0 commenti

Bob Dylan vince il Premio Nobel per la Letteratura

È ufficiale, Bob Dylan ha vinto il Nobel per la letteratura, lo ha comunicato il Comitato dei Nobel a Stoccolma.

Bob Dylan all'Azkena Rock Festival del 2010

Faccio parte di quella generazione che ha ascoltato a ripetizione i suoi dischi (perché la mamma, lo zio, ma pure il nonno…), che ha visto Bob Dylan in concerto forse non per sentire le sue canzoni, perché in effetti sembrava cantasse tutt’altro (“Aspetta, che canzone è questa? Potrebbe essere…”), ma per partecipare a qualcosa che almeno una volta nella vita andava fatta.

Perché, per quel che ne so io, Bob Dylan è sempre esistito, sicuramente c’era già, c’era sempre, era già mitologia collettiva, e allora andare ai suoi concerti è stato un po’ un rito, non generazionale ma di tutti, una celebrazione di un modo di vivere e pensare.

Bob Dylan e Joan Baez durante La grande Marcia su Washington, 1963

Bob non è solo un cantastorie ma un simbolo.

Ad ascoltare le sue canzoni mi sono sempre immaginata i personaggi, le lotte, l’amore che nasce, le persone che incontri e ti travolgono come una valanga, ma anche quelle insopportabili dalle quali ti vorresti liberare, o la voglia forte di cambiamento. Queste le storie, ma come nella letteratura più grande, non solo ognuno può leggere se stesso e immedesimarsi, ma anche vedere l’immagine riflessa della storia.

Un simbolo, appunto, che poi è un modo per avere due facce, quella immediata e quella più remota, come chi sa dire così bene il tempo che vive che finisce per descrivere anche tutto il resto. Forse per Bob Dylan, che facile non è, la parola giusta non è descrivere, ma alludere, incantare, ricreare emozioni e situazioni con le parole. Come i poeti.

E allora non mi stupisce per niente che vinca il Nobel lo scrittore di migliaia di versi, parole, accenti, pause, suoni, ritmo. Musica insomma.

Bob Dylan live a Toronto, 1980

Il comunicato dice che il premio è stato assegnato “per avere creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana”, così come nel 2008 aveva vinto il Premio Pulitzer alla carriera per «il profondo impatto sulla musica e la cultura popolare d'America, grazie a composizioni liriche dallo straordinario potere poetico».

Forse questo Nobel è anche un po’ una rivincita, contro i sensi di colpa di non aver mai letto niente di molti premi Nobel, o di non averli neppure mai sentiti. Sembra un modo per rilanciare, il “potere poetico" è ancora più potente se l’abbiamo cantato tutti, e per questa volta non ci stavamo sbagliando. Poi ognuno dica qual è la sua canzone preferita, quello che piace a me è che ce n’è sempre una diversa da mandare in repeat.

Nobel
bob dylan

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