I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Intervista a Emanuele Fasano

di Giulia Broglia
| News | Musica | Da ascoltare | 0 commenti

Il pianista da 6 milioni di view racconta la sua storia

Emanuele Fasano ha 22 anni e suona il piano da quando ne aveva 4. È cresciuto con la musica - suo papà è il compositore Franco Fasano - e dopo anni di conservatorio ha deciso di lasciare gli studi per cominciare a suonare le sue composizioni. Poi un giorno, qualche mese fa, suona per caso un pianoforte alla stazione Centrale di Milano. Un regista passa di lì, sempre per caso, gli fa un video e lo mette su Facebook. Inizia così la sua storia: in poco tempo quel video raggiunge 6 milioni di visualizzazioni e fa il giro della rete, tanto che Emanuele, ribattezzato "il pianista della stazione" si ritrova a suonare come ospite sul palco dell'Ariston per la gran serata finale del Festival di Sanremo. È appena uscito il suo primo album "La mia ragazza è il piano", così lo abbiamo video intervistato (vedi sopra). E siccome non ci bastavano i tre minuti della clip, di seguito trovate il resto dell'intervista.

Emanuele, raccontaci da dove inizia la tua storia.

La mia passione per la musica viene da mio padre. Avevamo un pianoforte bianco a casa, ho sempre voluto suonarlo. Fortunatamente ci sono riuscito.

Qual è il tuo primo ricordo musicale?

Il miei primi ricordi musicali sono tre. Il primo è probabilmente lo Zecchino d'oro, lo seguivo sempre, ci lavorava anche mio padre. Il secondo sono i concerti dove mi portavano quando ero piccolo, mi ricordo che spesso mi addormentavo mentre li seguivo! E il terzo è di quando avevo due o tre anni: volevo suonare la batteria e quando partiva "Tutti quanto voglion fare jazz" degli Aristogatti incominciavo a suonare pentole e tutto quello che trovavo.

Raccontaci com'è andata la giornata in cui è stato girato il video che ti ha fatto conoscere a milioni di persone.

Dovevo andare a Roma e sapevo che c'era un pianoforte in stazione Centrale. Volevo suonarlo perché mi piace vedere le reazioni della gente, è un modo per essere ricompensato di tutto lo studio e delle ore passate a casa sul pianoforte. Sono arrivato in stazione in ritardo e ho perso il treno. È stato destino, perché nel momento in cui ho suonato "Non so come mai" è passato il regista Alberto Simone che ha fatto con il telefono il video di due minuti che mi ha cambiato la vita.

Ti consideri un fenomeno da internet?

Assolutamente no. Lo sono diventato ma non mi sento per niente un fenomeno da internet, anche se internet è stato fondamentale per farmi conoscere e per iniziare questa carriera. Però è completamente diverso sentire qualcuno suonare in un video o sentirlo live, per me è una differenza importante.

Com'è per te l'emozione di suonare dal vivo?

A me piace molto di più esprimermi dal vivo rispetto a una registrazione, perché cambia vedermi suonare, essere fisicamente presenti, anche come feeling e sensazioni. Suonare dal vivo ogni volta è un'emozione diversa. Io cerco di farlo sempre al meglio, impegnandomi al massimo se sto suonando una composizione che ho già fatto, o cercando cose nuove che suonino bene melodicamente se sto improvvisando.

Hai suonato anche su un palco come quello di Sanremo. Com'è stato?

Quando ho suonato a Sanremo è stato bellissimo, sicuramente, ma mi ha portato un sacco di ansia! Dietro le quinte è pieno di persone, dalla sicurezza a chi lavora in Rai, c'è una grande confusione... prima di salire sul palco mi si è chiuso lo stomaco dall'emozione. Quando sono salito ho cercato di concentrarmi solo sul pezzo che dovevo suonare, senza pensare a dove ero. Sceso dal palco mi sono chiuso in camerino e ho pianto un quarto d'ora! Tutte le emozioni che mi ero tenuto dentro le ho sfogate dopo.

Come ti immagini il futuro?

Passare per Sanremo è stata una grande prova. È come se all'università fossi partito dalla laurea, al posto che fare tutti gli esami prima. Dopo quella prova gli altri esami si passano più facilmente. Spero che il mio futuro sia questo, nella musica e su un palco.

Da dove nasce l'ispirazione per comporre?

La mia ispirazione per comporre nasce da molte cose. Quando studiavo musica classica, al conservatorio, non ero del tutto soddisfatto di quello che suonavo. Mi sarebbe piaciuto anche suonare qualche pezzo pop. La mia musica nasce dall'unione di queste due cose, mettendo insieme tecnica classica e accordi pop. Ogni composizione nasce da un'occasione diversa, un viaggio, una ragazza, una sensazione, ogni composizione sta a sé. E poi naturalmente c'entra il piano, riflettendo con la tastiera nasce sempre qualcosa.

Quali sono i tuoi modelli musicali? Se dovessi fare tre nomi soltanto?

Katy Perry perché mi fa sentire felice come un sedicenne, con la voglia di partire, viaggiare, fare qualsiasi cosa! Mio padre Franco Fasano perché le sue canzoni mi danno tanto. Ezio Bosso perché è un modello da seguire.

Tu vai ai concerti? Com'è essere tra il pubblico?

Ogni artista dal vivo fa storia a sé, dal vivo cambia tantissimo quello che viene trasmesso a seconda di chi è sul palco. A un concerto di Katy Perry si fa magari meno attenzione agli accordi, gli arrangiamenti e ci si gode il momento, traendo il massimo dalla situazione. Con un pianista, come Bosso ad esempio, è diverso. Si va per ascoltare.

Qual è il bello di suonare dal vivo?

L'emozione più bella, suonando dal vivo, l'ho provata ad Amsterdam. Prima di me, sempre alla stazione, si erano esibiti altri 4 o 5 pianisti e si era già fermata un po' di gente. È stato bellissimo vedere quante persone si sono raccolte per ascoltare, le reazioni dei passanti. Addirittura un signore mi ha regalato una bottiglia di vino! Era per sua moglie ma l'ha voluta regalare a me, e me l'ha messa sul piano.Era una cosa spontanea, non programmata, forse questo ha reso ancora più bella la situazione.

È uscito il tuo primo album, spiegaci il titolo.

Sì, è uscito il mio primo cd di sette brani. Si chiama "La mia ragazza è il piano" perché tratto il pianoforte come tratto la mia ragazza, bene e con dolcezza, con rispetto.

Intervista: Giulia Broglia. Riprese: Veronica Monaco, montaggio: Laura Giuntoli.

Emanuele Fasano

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement