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Baby Boss

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Un cartone carino che a ben guardare è quasi horror

Tom McGrath

Baby Boss

Dreamworks

Si dice che se nasci figlio unico, è diverso. E che è diverso se hai fratelli grandi o piccoli. Che la tua vita successiva in qualche modo sarà influenzata dal tuo ordine di nascita.

Si dice, e probabilmente non è vero, però si continua a dire. E insomma alla fine qualcuno ci ha fatto pure un film, su questo tema. Un cartone animato, a voler essere precisi. Di produzione Dreamworks come Shrek, Madagascar, Kung-Fu Panda e Dragon Trainer.
Siccome si tratta di un film di animazione hollywoodiano ad alto budget, ci sono dentro tutti i valori dei film d’animazione hollywoodiani: l’importanza della famiglia, della fiducia e dell’amore, più un bel po’ di riferimenti alla cultura pop che se hai più di dieci anni magari capisci meglio. Niente di nuovo, verrebbe da dire.

Invece c’è molto di nuovo, in questo Baby Boss. Soprattutto il fatto che appena gratti un po’ la superficie, scopri una trama quasi horror. Davvero. Se non volete spoiler saltate le prossime cinque righe. Dunque.
Pensate di avere tipo otto anni, e che vi arrivi in casa un fratellino. Già questo sarebbe abbastanza per mettervi di cattivo umore. Ma il piccolo Tim, protagonista di Baby Boss, non si trova a casa un fratellino qualsiasi, bensì un neonato in giacca e cravatta. Che è in realtà una spia artificialmente tenuta in stato infantile. Se non è molto chiaro o credibile, non preoccupatevi, avete ragione. La piccola spia ha una missione: sventare il diabolico piano della Puppy Corporation, che intende mettere cagnolini e gattini al centro dell’amore umano, sostituendo i bambini. Ecco.

Anche tralasciando il fatto che questo porterebbe all’estinzione del genere umano, è una delle storie più inquietanti che abbiamo mai sentito.

Dunque, non si può dire che il regista Tom McGrath non si sia messo d’impegno nell’adattare per lo schermo il libro originariamente scritto e illustrato da Marla Frazee, e in effetti ha espanso l’idea originale del film fino a creare un piccolo universo folle in cui ogni assurdo colpo di scena della trama trova una (il)logica spiegazione. Fatto che tutto sommato è anche piuttosto divertente, soprattutto per la prima metà del film. Poi McGrath sembra ricordarsi che ai bambini piacciono le scene di azione, inseguimento, casino, e tutto diventa più frenetico, ma purtroppo meno interessante.

Così alla fine sei soddisfatto a metà. Se hai più di dieci anni, ma probabilmente anche se ne hai meno. Purtroppo in Baby Boss c’è sempre un momento in cui ti ricordi che questo è un film hollywoodiano fatto per piacere a tutti, e quindi anche a te, ma solo per un pezzettino. Non è una sensazione piacevole...

D’altra parte però c’è un neonato in giacca e cravatta, orologio d’oro e valigetta ventiquattro ore. Quello fa sempre ridere, eh.

Cartoni animati

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