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Tiziano Mazzoni - Ferro e carbone

di L'Alligatore
| Show | Musica | Dalla palude dell'Alligatore | 0 commenti

Una volta c'erano i cantautori politici. Ci sono ancora

Tiziano Mazzoni

Ferro e carbone

IRD, 2017

Ferro e carbone sono i due componenti dell’acciaio, come si racconta nel brano intitolato “Piombino”, cittadina sede di importanti acciaierie che i padroni qualche anno fa volevano chiudere causa una grave crisi economica. Tiziano Mazzoni, cantautore vero, ha voluto ricordare così i 2000 operai che rischiavano il posto. Operai… chi se ne ricorda più? Importante che ricompaiano in un disco di oggi. Come sono importanti le altre tematiche affrontate con piglio folk-rock-blues dal cantautore pistoiese.

Penso a “Silvano Fedi” pezzo dai fiati sostenuti, il mitico hammond, per raccontare la storia di un anarchico partigiano sulle montagne, penso a “Noi camminiamo”, verismo con ritmo e il passo del cantautore che racconta questi anni di povertà, come riesce a narrare perfettamente gli sbarchi degli immigrati nel puntuale blues di “Quattro barche”. Intimo e diretto, con ancora un hammond da favola, nel rock-blues poetico di “Sciogli il cane”, classico a narrare ancora una volta l’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema con la struggente “La lucciola e il bambino”.

La foto della copertina è stata scattata nell’ex area industriale della Leopolda, vecchio centro di manutenzione delle ferrovie, vicinissima a quella “Stazione Leopolda” resa famosa dalla politica di oggi e da Matteo Renzi, ma allo stesso tempo distante anni luce. “L’ex area industriale divenuta adesso rifugio“ mi ha detto Mazzoni nell’intervista sul mio blog ”è una risorsa per le necessità immediate dei senzatetto e rappresenta una fotografia abbastanza emblematica ed eloquente del degrado e delle emergenze di questi nostri giorni. Il lavoro che abdica alla finanza, l’accoglienza che degrada in segregazione.” È il caso di dirlo: un’altra Leopolda è possibile?

Per saperne di più

facebook.com/tizianomazzonisongwriter   
In palude con Tiziano Mazzoni sul Blog dell’Alligatore

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