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Vince Staples, The big fish theory

di Michele R. Serra
| News | Musica | Da ascoltare | 0 commenti

Poche parole, dritte al punto

Vince Staples

The big fish theory

Def Jam Recordings

Vince Staples, 24 anni da Long Beach California è il meglio che il rap americano possa offrire nel 2017. Il suo ultimo disco si intitola The Big fish Theory.

Partiamo dai numeri, che saltano subito all’orecchio. 36 minuti divisi in 12 pezzi: significa che le canzoni sono brevi. E non credo sia una questione di cercare di fare il pezzo radiofonico che deve durare tre minuti, perché di quello ormai frega abbastanza poco ai cantanti, e ancora meno ai rapper. Il fatto è proprio che Vince Staples è un rapper che cerca l’essenzialità: se può dire una cosa in poche parole, preferisce. Che poi è una caratteristica dei grandi scrittori in generale. E non vuol dire essere poveri, vuol dire essere chiari, andare dritto al punto.

C’è anche la voce di Amy Winehouse dentro questo disco: non una Amy che canta, ma una Amy che si racconta in una vecchia intervista. Sembra proprio che Vince Staples sia affascinato dai giovani artisti geniali che non riescono a reggere la pressione e se ne vanno troppo presto. Ovviamente anche lui si mette nel novero dei giovani artisti geniali (ci mancherebbe, è pur sempre un rapper quindi insomma l’egotrip fa parte del gioco), però si auto-disinnesca parlando di quello che sta dietro al successo artistico: l’ansia e la tristezza. L’ansia del singolo, la tristezza irrisolvibile del mondo.

Poi c’è il punto musicale, che è importantissimo. Dunque. Vince ha partecipato all’ultimo album dei Gorillaz e qui continua a ricercare una specie di crossover tra la musica elettronica e l’hip-hop (tra l’altro c’è anche Damon Albarn che canta il ritornello di un pezzo, Love can be, tanto per rafforzare questa idea). Però rispetto ai Gorillaz qui siamo su un altro pianeta: non c’è niente di facile ascolto, tutto è molto hardcore, e per fortuna che in qualche pezzo c’è la voce della cantante Kilo Kish che offre momenti di sollievo melodico dalle parole. Insomma, più o meno.

Piccola avvertenza finale. Vero che chi non capisce le parole può sempre sentire il funk. Però sono le parole che rendono questo disco un classico. E allora forse vale la pena almeno cercare di capirlo, quello che racconta Vince Staples.

rap
Usa

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