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Cristiana Capotondi racconta Fuoricinema

di La redazione
| Show | Cinema e Tv | 0 commenti

Il Festival pop che celebra il cinema, e ama il pubblico

Dopo il successo del numero zero, torna l'appuntamento milanese dedicato a chi ama il cinema. Il cinema senza tappeto rosso, all'aperto, gratuito e accessibile a tutti. Dal 14 al 17 settembre a Milano, da mattino fino a sera, c'è una non-stop di registi, attori, musicisti, giornalisti e conduttori, per una maratona di incontri dentro al Parco di Porta Nuova, con lo skyline di CityLife come sfondo. Che al tramonto diventa un grande cinema all'aperto, per farci ammirare sotto le stelle i film in proiezione. Un bellissimo regalo - prodotto da Anteo spazioCinema, Artistinsieme, Corriere della Sera e CityLife - che gli ideatori Cristiana Capotondi, Lionello Cerri, Cristiana Mainardi, Gino&Michele e Gabriele Salvatores hanno voluto fare al pubblico milanese: "Per noi significa assumerci l'impegno di far crescere Fuoricinema su temi che sentiamo nostri: Milano, dove è possibile realizzare e consolidare progettualità; la solidarietà, uno degli elementi che fa di Milano una capitale; infine il cinema, in tutti i suoi aspetti. L'intrattenimento, l'approfondimento del suo mondo a partire dai protagonisti, e la centralità del pubblico, la cui presenza ha dato esattamente il senso che cercavamo e ha fatto dell'edizione zero un successo straordinario." Tra le tante cose buone di Fuoricinema c'è l'impegno sociale: il festival si occupa di raccogliere fondi per enti no profit, quest'anno è la volta di Art4Sport ONLUS di Bebe Vio - tra gli ospiti del festival- associaizone che usa lo sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto.

In attesa di goderci lo spettacolo, abbiamo chiesto a Cristiana Capotondi, che è tra i primi ad aver pensato e voluto Fuoricinema, di raccontarci cosa c'è dietro questa nuova edizione.

Il cinema è per definizione una fabbrica di sogni. Il tema di questa seconda edizione di Fuoricinema è, invece, la realtà. Perché questa scelta e qual è l'esperienza di "realtà" che ti ha particolarmente ispirata o colpita?

Questa scelta deriva dal fatto che lo scorso anno avevamo un sogno che si chiamava Fuoricinema, e grazie all'accoglienza dei milanesi è diventato realtà. Questa prima edizione è proprio dedicata a tutti quelli che hanno reso possibile fuoricinema. È questa l'esperienza di realtà che mi hai ispirato.

Milano dispone di un'offerta culturale molto ampia, tra festival, rassegne ed eventi di vario tipo. Come vincere la sfida e imporsi come manifestazione "istituzionale"?

Credo che fuoricinema sia qualcosa di particolare e inedito rispetto all'offerta milanese. È un happening più che un evento culturale, una festa più che un festival, un luogo di incontro da vivere in maniera personale piuttosto che un evento cadenzato in maniera rigida. Lo abbiamo immaginato come un luogo da vivere, come un villaggio da abitare. Da questo punto di vista credo che ci integriamo benissimo con l'offerta già presente.

Il cinema italiano non è solo commedia e crescono premi e riconoscimenti anche all'estero. Qual è la situazione del cinema italiano al momento e quali scenari vedi per il futuro?

Credo che il cinema italiano sia in un momento florido e alla ricerca di nuovi generi. Questo ha determinato grande creatività e scoperta di nuovi talenti. Credo sia un momento molto positivo.

Quali sono i tre film del passato e i tre film del presente che un teenager di oggi dovrebbe assolutamente vedere?

Del passato: C'era una volta in America, Le Grand Bleu, Kill Bill. Di oggi: Hunger Games, Inside Out, Avatar.

Che tipo di studentessa eri? Ci sono stati dei modelli che ti hanno ispirata durante l'adolescenza?

Ero molto indisciplinata ma anche molto attenta. Ho cercato di finire la scuola nei tempi perché non avevo voglia di restare sui banchi così tanto, però sapevo che erano anni in cui avrei appreso cose che non avrei più appreso dopo. Quindi ho cercato di farne tesoro. Non ho avuto riferimenti né modelli se non di sportivi e credo che il sacrificio che molti sportivi affrontano per realizzare il proprio sogno mi sia stato utile.

Hai iniziato la tua carriera da giovanissima: che consigli daresti a un giovane ambizioso per realizzare i propri sogni?

Di cercare di convogliare le proprie energie verso il sogno da realizzare e di restare sempre curioso rispetto ad altre possibili opportunità. La vita è lunga e mestieri che ci possono realizzare e rendere felici sono tantissimi e diversi.

 

di Laura Giuntoli e Veronica Monaco.

Fuoricinema
Cristiana Capotondi

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